martedì 26 giugno 2012

Tarallini pugliesi

Ingredienti per circa 50 tarallini


Farina 0:          300 gr
Olio:                95 gr
Vino bianco:    90 gr
Pasta Madre:   80 gr (alternativamente lievito di birra)
sale:                15 gr

Procedimento

- Mescolare tutti gli ingredienti (aggiungendo il sale per ultimo) ed impastare per 10 minuti.
- Lasciare riposare l'impasto per 2 ore
- Formare delle striscie di pasta e suddividere in striscioline da ripiegare a formare i singoli tarallini
- Cuocere in acqua bollente finchè non vengono a galla
- Scolare e aspettare che si asciughino
- Infornare a 200°C per circa mezzora (finchè non si dorano in superficie)


Biscotti Krumiri

Ingredienti per circa 100 biscotti

Tuorli d'uovo:           3
Farina gialla fine (per polenta o meglio quella denominta fioretto): 200 gr
Farina 00:                140 gr
Burro:                     190 gr
Zucchero:                115 gr
Vaniglina:                  1 bustina
Sale:                        un pizzico

Usare uno sbattitore elettrico
Usare una tasca da pasticcere

Procedimento


- Sbattere insieme il burro e lo zucchero
- Aggiungere i tuorli e continuare a sbattere
- Aggiungere le due farine setacciate e la vaniglina
- Impastare il tutto fino ad ottenere una pasta liscia ed omogenea
- Avvolgere l'impasto in una pellicola trasparente, mettere in frigo e lasciare riposare per mezz'ora
- Riempire la tasca da pasticcere (con applicato l'inserto a stella) e adagiare i biscotti su una teglia di alluminio dando loro la caratteristica forma del krumiro
- Fate riposare i biscotti per mezzora
- Infornare a 180°C per 10 minuti circa (controllare la cottura in base allo stato della doratura)

Consiglio: invece di buttare gli albumi rimasti potete fare delle Lingue di gatto o delle Meringhe

domenica 24 giugno 2012

Madrid, Spagna - Itinerario per un weekend

Introduzione generale


Madrid è città da non perdere, non tanto per i singoli monumenti (Barcellona, in tal senso, è più ricca e variegata), quanto per l'atmosfera generale: Madrid è la capitale della Spagna, ed è realmente Capitale, lo si percepisce, lo si respira.
Un weekend è forse troppo poco per gustarsi appieno Madrid, ma è spesso il tempo che si ha a disposizione: per questo motivo propongo un itinerario di due giorni e mezzo. Prima dell'itinerario però vorrei spendere due parole per l'accomodation. La Spagna è la patria degli Hostal (pensioni a basso costo) e non è certo il regno dei Bed and Breakfast, ma una splendida eccezione è rappresentata dal Bed and Breakfast "Artistic", gestito dai simpatici e disponibili Rodolfo e Paula. Pur essendo in posizione centrale è un posto del tutto tranquillo e non rumoroso, le stanze sono pulite e ordinate, l'atmosfera amichevole, rilassata e rilassante. Non potrei consigliare un posto migliore per dormire a Madrid.

Bed and Breakfast gestito da Rodolfo e Paula
All'interno del Bed and Breakfast Artistic

Giorno 1 - Venerdì pomeriggio

Se si arriva a Madrid in aereo, è possibile servirsi, dall'aeroporto, di una comoda metro che arriva fino in centro dove numerose altre linee metropolitane portano un pò ovunque in città. Una volta trovato il proprio albergo, il consiglio è quello di uscire subito e gustarsi un assaggio di quella movida madrilena famosa in tutto il mondo. Un giro per le vie centrali (Calle de Atocha o Calle Mayor) e la vista delle due piazze principali del centro (Plaza Mayor e Puerta del Sol) fanno subito capire quanto sia viva questa città: le persone sono ovunque, nell'aria risuona costantemente il chiacchiericcio, e per le strade si rincorrono musiche di ogni tipo. La cena viene gustata molto tardi (non prima delle 21 e preferibilmente verso le 22), ma è possibile tappare il buco nello stomaco con una cerveza (birra) e qualche tapas (ottimi i piatti di prosciutto serviti al "Museo del Jamon" in varie parti della città).

Museo del Jamon

A Madrid inoltre la maggior parte dei ristoranti ha una sala vera e propria per mangiare e una sala "bar" dove poter gustare birra e pasti che vanno dallo spuntino al pasto completo anche in piedi o seduti al bancone: un esempio rappresentativo di questo genere di locale è Casa Alberto, dove consiglio di assaggiare le crocchette fritte di patate. Per chiudere il giro serale non si può non passare per plaza St Ana e, magari, apprezzare il gusto di un'altra cerveza seduti al tavolino di un bar all'aperto (d'estate).


Giorno 2 - Sabato 

E' tempo di cominciare la visita della città. Consiglio di iniziare la giornata con la visita (guidata) del Monasterio de Las Descalzas: si tratta di una tappa meno nota di Madrid e non appartenente al classico giro turistico, ma ne vale la pena, specialmente per l'impressionante sala degli arazzi. Da lì il Palazzo Reale e la Cattedrale de Almudena sono vicinissimi e non costa molta fatica farci un salto per ammirarli dall'esterno (la visita all'interno del palazzo viene per lo più sconsigliata).

Palazzo Reale
Palacio Real

Nel pomeriggio ci si può dedicare al primo pezzo forte di Madrid: il Museo Reina Sofia, la cui apertura è gratuita proprio il sabato pomeriggio (a partire dalle 14:30). Conviene scegliere in anticipo le opere da ammirare (cartina del museo alla mano) in modo da dedicarsi solo ad esse ed evitare di perdersi tra le migliaia di quadri esposti. Vietato perdere il capolavoro "Guernica" di Pablo Picasso.
Più tardi nel pomeriggio, verso le 18:30, diventa gratuito anche l'ingresso del più importante e famoso museo di Madrid: il Prado. Anche qui è necessario scegliere in anticipo cosa vedere. In questo museo, le opere imperdibili sono quelle di Goya, ed in particolare la Maja Desnuda e la Maja Vestida.


Giorno 3 - Domenica

La domenica, a Madrid, è il giorno di un grande mercato: El Rastro, presso il quartiere La Latina. Si può unire la sua visita a quella di Lavapies, un quartiere molto particolare dove si respira un'atmosfera molto extracomunitaria...

Mercato della domenica
El Rastro
E poi, dopo tanto camminare, non c'è cosa migliore che rilassarsi nel polmone verde di Madrid, il Parco del Buen Retiro, prima di tornare in aeroporto e salutare definitivamente la capitale della Spagna.


Parco del Buen Retiro
Parque del Buen Retiro

Conclusioni

Madrid è una città che credo vada vissuta per capirla bene, ma già una visita fugace di due giorni può dare un'idea di come la vivano i suoi cittadini e di quali siano le sue bellezze. Di sicuro assume bene il suo ruolo di capitale e questo lo si capisce semplicemente passeggiando fra i suoi enormi viali e gli imponenti palazzi. Certo manca l'impronta di Gaudì che caratterizza ad esempio Barcellona, ma i capolavori di Picasso e Goya riempiono l'eventuale gap.
Una città insomma tutta da visitare !

domenica 17 giugno 2012

Ok, il prezzo è giusto !

Quando si parla di commercio equo o di prodotti ecosostenibili e biologici, un grosso ostacolo mentale si frappone fra noi e l'acquisto: il prezzo. I prodotti biologi o quelli del commercio equo e solidale infatti, hanno spesso prezzi piuttosto elevati, o quanto meno più alti di quelli degli stessi prodotti venduti attraverso il canale della grande distribuzione. Di fronte a tali prezzi "maggiorati" ci tiriamo indietro e optiamo per soluzioni meno dispendiose.
Fa riflettere perchè in altri campi invece accettiamo prezzi maggiorati senza battere ciglio.

Chiedo venia trovo un pò esagerato pagare tre volte un litro di benzina (cit. Max Gazzè)

Pensiamo alla benzina: negli ultimi anni c'è stato un continuo rincaro dei carburanti e l'aumento, inesorabile e costante, ha portato, centesimo dopo centesimo, ad un costo della benzina decisamente elevato. Eppure tutti gli aumenti di prezzo sono stati accettati: con stizza o con rassegnazione, la grande maggioranza della popolazione ha accettato gli aumenti e ha continuato e continua ad usare l'auto preferendola ad altri mezzi più economici (e meno inquinanti) come la bicicletta, l'autobus o il treno.

Nespresso...what else?

In altri casi siamo noi stessi a cercare i prodotti più costosi. Pensiamo al caffè: quanti di noi sono passati dal sistema tradizionale della moka alle nuove scintillanti macchine della nespresso ed al sistema delle capsule? Quando si entra in una "boutique" della nespresso l'ambiente è patinato, chic. I tubi che contengono le capsule sono tutti ordinatamente impilati negli scaffali. Tutto è studiato ad arte per invogliarci all'acquisto. L'atmosfera è quella di una gioielleria: ed anche i prezzi, visto che il costo delle capsule è esorbitante in confronto a quello del caffè tradizionale per moka. Dieci capsule della nespresso infatti (10 caffè in tutto!) costano circa 3,50 Euro, mentre con un solo euro in più si possono acquistare due confezioni di Lavazza per moka da 250 grammi !
Pensiamo ora al caffè del commercio equo e solidale venduto da Altromercato. Con circa 4,50 Euro si compra una confezione da 250 grammi. Costa dunque il doppio rispetto al caffè commerciale, ma pur sempre meno della metà del caffè in capsule della Nespresso. Eppure se l'acquisto delle capsule non ci fa temporeggiare nell'acquisto, davanti al caffè del commercio equo e solidale ci viene uno strano blocco psicologico, un avvertimento che ci suggerisce: stai spendendo il doppio rispetto a quello che potresti spendere !
Ma il consumatore critico sa perchè il caffè del commercio equo costa il doppio: Altromercato infatti garantisce ai lavoratori del Sud del Mondo (America Latina o Africa nel caso del caffè, Asia nel caso del thè) uno stipendio minimo che permetta loro di guadagnare il giusto e di condurre una vita dignitosa. Le Multinazionali invece costringono a lavorare in condizione di semischiavitù i braccianti ed i contadini del caffè dando loro salari ridicoli che bastano appena alla loro sopravvivenza. Quando compriamo il caffè dovremmo pensare che esso arriva (probabilmente) dal Sud America, che ne paghiamo il coltivatore,  il trasporto, il confezionamento ed il rivenditore. Se costa poco significa che qualcuno viene pagato poco o sottopagato. Chi ci rimette è proprio colui che sta all'inizio della catena: il bracciante agricolo, colui che lavora la terra, colui che il caffè lo fa crescere e lo raccoglie. Di certo a rimetterci non è la Multinazionale che lo rivende. A tal proposito ricordo che la Nespresso è uno dei marchi di Nestlè, multinazionale contro la quale è in atto un'azione di boicottaggio internazionale a causa delle sue politiche commerciali (Vedi Critiche alla politica commerciale di Nestlè - pagina su Wikipedia)

Ok, il prezzo è giusto


Il fatto è che il costante bombardamento pubblicitario ci spinge ad essere irrazionali nei nostri acquisti e a diventare inconsapevoli strumenti di chi vuole che il nostro portafogli sia diretto verso acquisti programmati non da noi stessi ma dalla società del consumo. Non è questione di prezzo perchè siamo sempre pronti a spendere di più per un' auto più potente e dalle maggiori prestazioni, ma non siamo disposti a spendere un centesimo in più per prodotti alimentari di maggiore qualità e di provenienza nota: questo perchè le politiche commerciali ci hanno spinto a credere che per quanto riguarda gli alimenti la via giusta sia quella di spendere il meno possibile.
Ci dirigiamo al supermercato e acquistiamo una carne superscontata senza chiederci come fa quella carne a costare così poco, senza sapere da dove provenga, senza conoscere le condizioni di vita degli animali. Ci fidiamo delle confezioni raffiguranti amene fattorie in un mare di verde e siamo inconsciamente pronti ad acquistare, convinti di aver fatto un affare. L'affare però lo fanno solo le grandi aziende che puntano tutto sul risparmio, a scapito della qualità, riguadagnando tutto in quantità (di persone che acquistano e dunque di denaro).
Ma il mantenimento di un animale e il cibo che mangia, sono cose che richiedono costi notevoli: se la carne costa poco vuol dire che da qualche parte è stata fatta economia. Se una fettina di vitello di allevamento biologico costa tre volte tanto rispetto a quella proveniente da un allevamento intensivo un motivo c'è. Ed è lo stesso motivo per cui, solo fino a 30, 40 anni fa, nella società contadina, si mangiava carne solo una volta a settimana, magari il giorno della festa: perchè la carne, di qualità, aveva dei costi elevati e ce la si poteva permettere solo raramente. La si mangiava raramente e questo rientrava nei cicli naturali. L'iperdisponibilità attuale di carne ed il suo consumo intensivo porta a problemi di salute (l'incremento dei tumori all'intestino negli ultimi anni è statisticamente significativo). La sua scarsa qualità porta agli stessi problemi di salute. La salute a sua volta ha dei costi. Se ci ammaliamo dobbiamo curarci. La salute costa anche allo Stato.
Tutta questa catena, azionata dalle multinazionali, da un tipo di commercio al ribasso, e dalla pubblicità ingannevole, porta, a lungo andare, a conseguenze negative che ci costano molto più del risparmio iniziale fatto sulla singola confezione di carne al supermercato. 



Riflettere su queste cose fa di noi dei consumatori consapevoli, che esprimono il proprio potere di acquisto ed orientano il mercato dove vogliono, senza essere più schiavi della società e di chi gli affari li fa a spese della nostra qualità di vita, dietro il miraggio di un risparmio che è, nella realtà, inesistente.


martedì 5 giugno 2012

Lingue di gatto

Ingredienti per circa 50 biscotti

Albumi:                   3
Burro:                    75 gr
Farina 00:              75 gr
Vaniglina:               1 bustina
Zucchero a velo:    75 gr

Utilizzare una tasca da pasticcere

Procedimento


- Mettere gli albumi ed il burro tagliato a dadini a temperatura ambiente

- Mescolare burro e farina in modo da ottenere una pasta con una consistenza a pomata
- Aggiungere lo zucchero e gli albumi e mescolare
- Aggiungere la vaniglina

-Riempire una tasca da pasticcere e versare su una teglia da forno la pasta in modo da formare piccoli biscotti piatti
- Infornare a 180°C in forno ventilato finchè la superficie dei biscotti non sia leggermente dorata

- A cottura ultimata fare asciugare all'aria

Torta paradiso

Ingredienti per 8 persone


Farina 00:             150 gr
Fecola di patate:   150 gr
Burro:                   250 gr
Zucchero:             250 gr
Uova intere:          2
Tuorli:                   3
Scorza di 1 limone
Zucchero a velo
Lievito vanigliato per dolci

Utilizzare uno sbattitore
 

Procedimento


- Tagliare il burro a dadini e metterlo temperatura ambiente
- In una ciotola sbattere le 2 uova intere
- Aggiungere i 3 tuorli
- Aggiungere il burro a pezzettini
- Aggiungere (mentre si continua a mescolare l'impasto con lo sbattitore) farina, fecola e zucchero
- Continuare a mescolare finchè la pasta non diverta tanto morbida da poter essere mescolata con un cucchiaio di legno
- Aggiungere il lievito per dolci

- Imburrare e infarinare una teglia
- Infornare a 180°C in forno ventilato per circa 45 minuti

- Una volta raffreddata, mettere la torta su un piatto e aggiungere lo zucchero a velo


Un consiglio finale


Avendo utilizzato 3 tuorli, rimangono 3 albumi. Non buttateli, ma usateli per qualche altra ricetta, ad esempio per fare delle lingue di gatto !

domenica 3 giugno 2012

Preparare i cibi in casa

Una regola d'oro per assumere un comportamento ecosostenibile è quella di cucinare il più possibile i propri cibi in casa.
La vita odierna, con le sue frenesie e i suoi mille appuntamenti quotidiani, non ci viene incontro perchè ritagliarsi uno spazio da dedicare in cucina alla preparazione dei cibi non è semplicissimo. Eppure, se troviamo il tempo per andare in palestra, o dall'estetista, o al ristorante, vuol dire che del tempo libero lo abbiamo. Perchè allora non dedicare parte di questo tempo ad una pratica sana? Ad esempio quella di cucinarsi i propri cibi? Anche cucinare vuol dire prendersi cura di se stessi e cucinare per qualcun altro vuol dire prendersi cura di chi ci è vicino. Ma soprattutto cucinare è un piacere: può essere divertente sperimentare nuove idee e nuovi piatti, e può essere una splendida esperienza coinvolgere nella preparazione tutta la famiglia, affinchè tutti si rendano conto che i cibi non nascono preparati e soprattutto che prepararli con le proprie mani dà una enorme soddisfazione.
Cosa c'è di meglio che sentirsi dire dal proprio partner: "il piatto che hai preparato è buonissimo !" piuttosto che costringerlo e costringersi a mangiare pasti del tipo 4 salti in padella ?
Ecco perchè nasce all'interno di questo blog uno spazio dedicato alle ricette, in modo da poter avere alcuni spunti e magari farsi venire la voglia di mettersi in cucina e provare qualcosa di nuovo. Per ora ce ne sono molto poche, ma man mano che sperimenterò, posterò quel che ho preparato (evitando magari di postare le ricette malriuscite!) e se qualcuno volesse contribuire al "ricettario" non può che essere il benvenuto.

Più cibi preparati in casa vuol dire meno denaro speso inutilmente in cibi pronti al supermercato. Più cibi preparati in casa vuol dire anche meno prodotti surgelati. Più cibi preparati in casa infine vuol dire anche più cibi sani perchè siamo noi a crearli, scegliendone gli ingredienti e regolandoli in base alle nostre necessità.

Più cibi preparati in casa vuol dire vita più sana e più ecosostenibile, ma io credo anche più felice.

Buon divertimento e buon appetito !

sabato 2 giugno 2012

Besciamella

Ingredienti per 4 persone


Burro: 50 gr
Farina 00: 50 gr
Latte: 500 ml
Noce moscata: 1 pizzico
Sale: 1 pizzico

Procedimento


- Portare il burro a temperatura ambiente e tagliarlo in dadini
- Scaldare il latte

- Fare sciogliere il burro in un pentolino a fuoco basso facendo attenzione a non farlo bruciare
- Aggiungere la farina mescolando sempre con un cucchiaio di legno
- Aggiungere il latte caldo
- A fuoco lento portare a ebollizione il tutto
- Una volta a ebollizione aggiungere sale e noce moscata e coprire con un coperchio
- Fare cuocere il tutto a fuoco lento per 15 minuti 

Moussakà

Ingredienti per 4 persone


Melanzane (quelle lunghe): 2 grandi (circa 700 gr)
Patate: 3 medie
Macinato: 400-500 gr (di vitello anche se la ricetta originale prevede agnello)
Cipolla: 1
Salsa (Passata): 200 ml
Besciamella: 400 ml (per la preparazione della besciamella clicca qui)
Pecorino e parmigiano (la ricetta originale prevede formaggio greco Kefalotyri)
Olio extravergine
Olio di semi (per friggere le melanzane)
Sale
Pepe
Vino bianco: un bicchiere

Utilizzare una teglia (25X30 circa) sufficientemente alta per contenere i vari strati che si andranno a formare

Procedimento


- Tagliare a fette le melanzane nel verso della loro lunghezza (altezza delle fette circa mezzo cm) e metterle su uno scolapasta con del sale grosso (per togliere l'amaro) per 2 ore: sulle melanzane (adagiate sullo scolpasta) porre un peso
- In una padella mettere olio, cipolla tritata e uno spicchio d'aglio schiacciato e soffriggere a fuoco vivace pochi minuti
- Aggiungere il trito e continuare a soffriggere a fuoco vivace
- Sfumare aggiungendo un bicchiere di vino
- Aggiungere sale e pepe
- Aggiungere la salsa di pomodoro, abbassare il fuoco, mettere un coperchio e cuocere il tutto a fuoco lento per 1 ora

- Tagliare a fette le patate
- Bollire le patate per 5 minuti

- Friggere le melanzane

- Mettere in una teglia, a strati, i seguenti ingredienti: patate-melanzane-ragù-formaggio-melanzane-ragù-formaggio-besciamella
- Infornare a 180°C per 40-45 minuti

venerdì 1 giugno 2012

Euroverdebio

Nei pressi di Milano, a Carugate, in mezzo a centri commerciali e megastore come Ikea e Decathlon c'è un interessantissimo negozio dedicato a tutti coloro che sono interessati a fare la propria spesa in maniera ragionata, ecosostenibile e volta alla qualità, e dunque alla propria salute.Si tratta di Euroverdebio, un supermercato che vende esclusivamente prodotti biologici, dagli alimenti biologici, ai cosmetici naturali, agli eco-detergenti.
Ci sono stato e ne ho ricavato un'impressione del tutto positiva.

Logo Euroverdebio

Presentazione di Euroverdebio

Il negozio è ben strutturato, l'atmosfera è piacevole, la musica di sottofondo non è eccessiva nè invadente. Gli scaffali sono ben ordinati ed i prodotti presentati bene. C'è da dire che a favorire una così piacevole atmosfera è anche la scarsa affluenza di clienti: se da una parte questo è un grande vantaggio, dall'altra mette tristezza pensare che questo tipo di commercio abbia un così limitato riscontro nelle persone. Credo che il motivo sia da ricercare principalmente nei prezzi più alti, o forse apparentemente più alti perchè (avrò modo di tornare sull'argomento), spesso il risparmio c'è, ma non si vede !

Il personale è molto gentile, fornisce informazioni quando vengono poste delle domande e non sembra essere stressato come appaiono invece ad esempio i commessi dei grandi supermercati.
Se dunque pensare di fare la spesa il sabato pomeriggio in un posto come "Esselunga" mette i brividi ed è necessario prepararsi psicologicamente come se si dovesse affrontare una guerra, l'approccio a Euroverdebio è totalmente diverso. Già questo basterebbe a migliorare la qualità di vita perchè fare la spesa in condizioni di stress e farla in maniera totalmente rilassata sono due cose ben diverse.

I prodotti di Euroverdebio

Ma a migliorare la qualità della vita sono soprattutto i prodotti: tutti rigorosamente biologici: la verdura, di stagione, ha una stanza dedicata; vi sono poi i banconi con i salumi, i formaggi e la carne (per quest'ultima la scelta non è molto ampia). E poi gli scaffali con tutto il resto: pasta, riso, pane, biscotti, dolci, olio, sale, vino, zucchero, latte, farina. C'è inoltre molta attenzione alle intolleranze alimentari per cui vengono proposti anche molti prodotti senza glutine, lievito, frumento o altri ingredienti che suscitano frequentemente allergie.
Oltre ai cibi ci sono i prodotti per la casa e per l'igiene personale. Da sottolineare la possibilità di rifornirsi di detersivi ed altri prodotti detergenti alla spina (portando flaconi vuoti da riempire).
Per portare a casa la spesa è possibile utilizzare cartoni riciclati da vecchi imballaggi messi appositamente a disposizione.
Come per i classici supermercati è possibile associarsi e ricevere una carta punti per ottenere sconti ed altri premi (la classica carta fedeltà).
C'è infine un'ampio settore dedicato al giardinaggio e, al piano superiore, all'eco-arredo.
Si tratta insomma di un negozio veramente completo dove è possibile scegliere tra una molteplicità di prodotti, tutti verificati e tutti concepiti all'insegna della ecosostenibilità.

Il sito internet: http://www.euroverdebio.com/

Il sito internet dà una buona presentazione generale ed è molto interessante la sezione "l'esperto risponde" nella quale è possibile ricavare molti utili consigli sulla propria spesa a Euroverdebio o presso altre catene dedicate al biologico.


Euroverdebio è associato a Cuorebio, catena di punti vendita per il biologico con più di 250 sedi in Italia.
Per tutti coloro che abitano a Milano e dintorni non potrei suggerire un luogo migliore per fare una spesa diversa, sensata, senza sprechi, ecologica, biosostenibile, equa e solidale.

Logo Cuorebio
Logo catena di punti vendita per il biologico Cuorebio

Buona spesa a tutti