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domenica 26 ottobre 2014

Madagascar parte seconda: Manakara, Ranomafana, Fianarantsoa

Giorno 6 - Manakara, Canale des Pangalanes

Dopo 5 giorni, piuttosto duri e faticosi, una giornata al mare è stata un ottimo diversivo e ci ha permesso di recuperare le forze. La giornata è iniziata con una colazione a base di thè, pane e marmellata presso il nostro Hotel (Les Delices de l'Orient Hotel).

madagascar
A Manakara

Successivamente il programma prevedeva una escursione in piroga lungo il Canale des Pangalanes, un canale in parte artificiale ed in parte naturale che scorre parallelamente al mare.

madagascar gita in piroga
Canale des Panganales

La giornata è stata bellissima: con la piroga, abilmente guidata da 4 rematori, abbiamo visitato prima un tratto di Costa dell'Oceano Indiano, poi un cimitero, un villaggio di pescatori ed infine un altro villaggio dove avviene la produzione di miele e oli essenziali.

madagascar manakara
Al villaggio dei pescatori

Ottimo è stato il pranzo preparato sul posto durante l'escursione: pesce alla griglia con riso e verdure cotte. Tutto veramente molto buono. L'escursione in piroga è durata dalla mattina al primo pomeriggio, nel contesto di una cornice naturale spettacolare.

madagascar manakara
Lungo il canale

Con il resto del pomeriggio a disposizione abbiamo poi fatto una passeggiata lungo la spiaggia, ammirando le onde dell'Oceano, mentre in serata, con Hobi, abbiamo mangiato in un ristorante in cui ci hanno servito un'abbondante porzione di aragosta, pesce, verdure e patate, oltre che l'immancabile riso per una cifra pari a 15 euro per tre persone ! Incredibile.

Madagascar manakara
La costa dell'Oceano Indiano

Giorno 7 - Viaggio da Manakara a Ranomafana

Lasciandoci alle spalle il mare di Manakara, siamo tornati verso l'interno del Paese, questa volta utilizzando un mezzo privato guidato dal simpatico Lanto, autista che lavora all'interno del progetto Diako.

malgascio bambini
Lungo la strada verso Fianarantsoa
Il viaggio in auto è risultato decisamente più confortevole rispetto a quello effettuato in treno (o in Taxi Brousse), e ci ha permesso di ammirare un paesaggio diverso in quanto la strada non corre parallelamente ai binari, ma passa attraverso altre valli.

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Un villaggio lungo la strada

La nostra destinazione era Ranomafana, una cittadina nei pressi del primo Parco Naturale che avremmo visitato durante il nostro viaggio.
Ranomafana è una parola che significa acqua calda. Il luogo infatti è caratterizzato dalla presenza di sorgenti termali che rappresentano una meta di vacanza per i malgasci più abbienti.

acqua calda madagascar
A Ranomafana

Dopo un ricco pranzo presso il ristorante dell'Hotel Manja, e dopo una rapida visita alle terme di Ranomafana, ci siamo recati al Gite Rianala, un rifugio situato a pochi metri dall'ingresso del Parco Naturale di Ranomafana. Il rifugio è dotato di 3 camerate con 8 letti ed i bagni si trovano all'esterno. Ci vuole dunque un minimo di spirito di adattamento, ma il giorno successivo si viene ampiamente ricompensati in quanto si può essere tra i primi visitatori del parco e si può dunque avvistare diversi lemuri durante le prime ore della mattina, quando sono più attivi. Arrivati al rifugio, ci siamo sistemati nelle camerate e, dopo la cena, siamo andati a dormire prestissimo: il rifugio infatti ha spento le luci prima delle 21:00 e intorno a noi non vi era che foresta e null'altro.

Giorno 8 - Parco nazionale di Ranomafana e ritorno a Fianarantsoa

Esistono varie possibilità escursionistiche all'interno del Parco di Ranomafana. Noi abbiamo scelto un percorso di media lunghezza in modo da avere la possibilità non solo di avvistare alcuni lemuri, ma anche di goderci alcuni angoli del parco, ed in particolare una bellissima cascata.
All'interno dei parchi ci si può muovere solo con le guide che sono ben preparate ed in grado di parlare l'italiano. A Ranomafana abbiamo avvistato 4 diverse specie di lemuri. Il primo incontro è stato il più emozionante anche perchè gli animali stavano mangiando ed erano piuttosto attivi e per niente spaventati dalla nostra presenza. La visita è poi continuata con altri avvistamenti (sugli alberi) di lemuri ed altri animali, in particolare uccelli, tra cui l'endemico Pigliamosche del Paradiso .

uccello endemico madagascar
Pigliamosche del Paradiso del Madagascar

Anche dal punto di vista della flora è stato molto interessante, per la presenza di piante endemiche come la felce arborea o l'albero del viaggiatore, nonchè varie specie di orchidee.

Madagascar
Parco di Ranomafana

La nostra passeggiata si è fatta leggermente più impegnativa quando ci siamo inoltrati in un sentiero in salita fino a raggiungere una cascata, un angolo meraviglioso dove ci siamo potuti rilassare per qualche minuto.

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Cascata nel parco di Ranomafana

Al termine della visita abbia incontrato nuovamente Hobi e Lanto e, con l'auto, siamo partiti alla volta di a Fianarantsoa. Lungo la strada ci siamo fermati al villaggio di Sahavondronina, dove ci hanno spiegato come viene portato avanti il progetto Voiala, che si occupa di riforestazione e gestione sostenibile della foresta.

progetto riforestazione madagascar
Il progetto Voiala

Nello stesso villaggio abbiamo anche visitato una scuola, un'esperienza particolarmente significativa ed interessante.

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La scuola di Sahavondronina

Tornati infine a Fianarantsoa abbiamo nuovamente alloggiato nella casa di Felana e, dopo una cena casalinga a base di pollo e riso in puro stile malgascio, siamo andati a dormire.

Giorno 9 - Fianarantsoa ed i progetti di Koinonia

Il nono giorno è stato dedicato alla conoscenza dei progetti che abbiamo contribuito a finanziare con il nostro viaggio. Siamo dunque rimasti a Fianarantsoa ed insieme a Luc, uno dei ragazzi del progetto Diako, abbiamo visitato sia la città, sia i vari altri progetti avviati da Koinonia, associazione creata verso la fine del 2004 da un gruppo di persone di diversa nazionalità tra cui alcuni italiani ed alcuni malgasci. Oggi tale associazione è guidata unicamente dalle persone del luogo, ma in Italia, contemporaneamente alla creazione di Koinonia, è stata avviata un'associazione gemella: si tratta di Averiko, associazione che ha come obiettivo quello di creare un ponte tra Madagascar e Italia, basato sulla cooperazione internazionale. Averiko promuove l'intercultura e la sostenibilità ambientale e sociale.
Durante la mattinata dunque abbiamo visitato i vari progetti, ed in particolare il progetto "Piccoli Indiani", che si occupa dell'accoglienza di ragazzi di strada che vivono in condizioni di povertà assoluta, ed il progetto "Cooperativa" che, tramite l'affitto di una falegnameria, permette a giovani professionisti di svolgere il lavoro per il quale hanno ricevuto la formazione professionale, con l'obiettivo finale della autosostenibilità.

progetto cooperativa
La falegnameria del progetto Cooperativa

Successivamente abbiamo fatto un giro turistico della città vecchia, muovendoci con gli autobus locali e terminando la nostra visita di Fianarantsoa con interessante giro all'immenso mercato in cui si vende di tutto, in una distesa infinita di banchi e bancarelle.

fianarantsoa
Il Mercato di Fianarantsoa

Dopo aver visitato la città, abbiamo terminato la giornata visitando un altro interessante progetto, ossia Fanovo, nato con l'obiettivo di creare un centro culturale e di aggregazione giovanile.

Fianarantsoa
Gli amici del progetto Fanovo

Al momento Fanovo si sviluppa principalmente come progetto musicale, ma l'idea è quella di ampliare le attività dedicandosi al teatro ed allo studio delle lingue tra cui l'italiano, che può rappresentare un importante trampolino di lancio per il lavoro attraverso il turismo. E' proprio il turismo che alimenta il progetto Diako, del quale fanno parte Felana ed i vari ragazzi che fanno da guida ai turisti italiani come noi che si appoggiano a Viaggi e Miraggi per il loro viaggio in Madagascar. Non è un caso che a Fanovo c'erano alcuni di loro come Felana, Hobi e Luc i quali, assieme all'autista Lanto, sono stati le nostre indispensabili guide all'interno del Paese.
Ci hanno dunque illustrato le ambizioni del progetto Fanovo che, per potersi realizzare, hanno bisogno di una grande forza di volontà, ma anche del possibile aiuto da parte di chiunque possa e abbia voglia di farlo. In particolare, è un valido suggerimento per tutti coloro che vorranno fare questo viaggio, di preparare dei materiali da portare con se durante il viaggio e da regalare eventualmente all'associazione: strumenti musicali che non si usano più, vocabolari, libri di grammatica, tutto può essere molto utile per lo sviluppo di questi e altri progetti. La giornata si è conclusa con un emozionante ascolto di musica tradizionale suonata da un musicista che si impegna di mantenere viva la musica tradizionale malgascia e che, abbiamo scoperto, è disposto anche a fare svariate ore a piedi per raggiungere, dal suo villaggio, la città di Fianarantsoa ed il luogo dove Fanovo è nato e cerca di svilupparsi.
Tornati a casa di Felana abbiamo cenato con la sua famiglia, prima di ritirarci a letto e di prepararci alla terza parte del viaggio, alla scoperta del Sud e dell'Ovest del Paese, proseguendo sulla Route Nr 7.

Prima parte del viaggio
Terza parte del viaggio





venerdì 24 ottobre 2014

Madagascar parte prima: Ambositra, Soatanana, Fianarantsoa, Manakara

Itinerario di 15 giorni nel Centro-Sud del Paese

Il Madagascar è un'isola bellissima e difficilissima, piena di meravigliose risorse, ma afflitta anche da grossi problemi di natura sociale, politica ed ambientale. Fare un viaggio in Madagascar significa vivere la vera Africa, con le sue incredibili bellezze naturali e con la sua tremenda povertà: è un Paese tutto da esplorare, ed il viaggio, è uno di quei viaggi che lascia il segno, avendo un enorme impatto emotivo.
L'itinerario qui proposto dura due settimane e va ad esplorare la zona dell'Altopiano Centrale e parte del Sud del Paese, passando per alcuni tra i più bei parchi naturali e con due soste al mare, una sulla costa Est e l'altra sulla costa Ovest. Parte del viaggio è infine dedicata alla conoscenza di alcuni progetti umanitari che vengono portati avanti nel Paese.

E' molto complesso girare in maniera indipendente il Madagascar: le strade sono infatti difficilmente percorribili senza l'aiuto di un autista e muoversi con i mezzi pubblici è un impresa titanica. Non esistono indicazioni e senza l'aiuto di un mediatore locale anche la semplice prenotazione di un albergo può diventare un problema.
Per queste ragioni, abbiamo deciso di intraprendere il viaggio servendoci dell'aiuto di un'agenzia: la scelta è ricaduta su Viaggi e Miraggi, un'agenzia che si occupa di turismo responsabile.
Come altre agenzie turistiche di questo tipo (ad esempio Perù Etico), Viaggi e Miraggi propone esperienze di viaggio che non siano solo veloci visite turistiche nei luoghi di maggiore interesse, ma che siano, per quanto possibile, una vera e propria immersione in quella che è la cultura locale e nella vita del Paese che si va a visitare. Parte delle spese che si affrontano con questa agenzia vanno a finanziare progetti locali di natura sociale ed ambientale. Inoltre le strutture alberghiere sono tutte gestite da persone del luogo e mai da multinazionali straniere. In questo modo è possibile diminuire l'impatto ambientale del proprio viaggio e si può contribuire allo sviluppo delle economie locali. Gli spostamenti avvengono in parte attraverso mezzi locali ed in parte con mezzo privato.

Giorno 1 - Arrivo ad Antananarivo

Per quanto riguarda il volo aereo non ci sono molte scelte: solo Air France permette il doppio collegamento Italia-Parigi e Parigi-Antananarivo. In ogni caso non esiste un volo diretto. Il nostro aereo è atterrato puntuale a Tanà intorno alle 23:00, ma per uscire dall'aeroporto ci sono volute quasi due ore, durante le quali, nel caos più totale, ci hanno controllato i passaporti ed abbiamo recuperato i bagagli. Ad aspettarci all'uscita dell'aeroporto c'era il nostro mediatore, Hobi, una ragazza malgascia che ci avrebbe fatto da guida per la maggior parte del tempo durante il nostro viaggio.
Hobi rientra nel progetto Diako, uno dei progetti di Koinonia, associazione malgascia che si va in parte a finanziare con questo viaggio. Il progetto ha come obiettivo quello di promuovere il turismo in Madagascar servendosi del lavoro di guide e autisti locali.
Con Hobi ci siamo trovati benissimo, così come anche con tutti gli altri membri del progetto Diako che avremmo conosciuto durante il viaggio.
Dopo aver cambiato gli Euro in Ariary, la moneta locale, un mezzo privato ci ha condotto nel buio della notte di Tanà al nostro albergo, il "Chez Jeanne", discreto e pulito, dove ci siamo potuti godere un sonno ristoratore in attesa del primo spostamento previsto per il giorno seguente.

Giorno 2 - Viaggio da Antananarivo ad Ambositra

I primi giorni di viaggio sono i più duri in quanto prevedono molti spostamenti su lunghe distanze e con mezzi decisamente scomodi: l'unico mezzo pubblico in Madagascar è infatti il Taxibrousse, un pulmino (teoricamente da 9 posti) che viene riempito all'inverosimile di persone e cose. La mattina del secondo giorno ci siamo recati con un taxi proprio alla stazione dei taxibrousse di Tanà e, grazie alla nostra mediatrice Hobi, siamo riusciti a conquistarci due posti posti davanti (i più ambiti) del taxi brousse diretto ad Ambositra.

madagascar taxi
Taxi Brousse

Il viaggio è durato 6 ore, con una sola sosta per il pranzo lungo il percorso in un Hotely, una sorta di autogrill di infima qualità. Nonostante fossimo posizionati nei due posti anteriori il viaggio ci è sembrato infinitamente lungo e stancante, ma di certo il viaggio in taxibrousse è un'esperienza che va fatta, in quanto permette di calarsi appieno nella realtà locale, comprendendo parte dello stile di vita delle persone di questo Paese. Partiti di prima mattina, siamo arrivati ad Ambositra poco prima del tramonto, dopo aver percorso qualche centinatio di chilometri lungo la famigerata Route nr 7, la strada principale del Madagascar. Il Motel Violette, dove avremmo passato due notti, era molto carino, pulito e con il bagno in camera, doccia e corrente elettrica tutto il giorno. Dopo una rapida cena a base di riso e carne di zebù, il manzo locale, siamo crollati a letto stanchissimi, per un lungo sonno ristoratore.

Giorno 3 - Il villaggio di Soatanana

Finalmente, dopo due giorni di viaggio, è arrivato il primo giorno utile per esplorare il territorio. Dopo un'ottima colazione con thè e croissant al Motel Violette, siamo andati nel centro di Ambositra per prendere un taxi che ci avrebbe portato al Villaggio della Seta di Soatanana: il taxi ha rappresentato parte dell'avventura essendo una Peugeot 309 del secolo scorso semidistrutta dall'uso e dal tempo, un auto che ha dovuto affrontare una strada in gran parte sterrata e sconnessa. Lungo il percorso ci siamo fermati prima al mercato dei colori (in un villaggio vicino ad Ambositra) e poi una seconda volta per visitare una parte di territorio che viene coltivata per produrre la seta che viene poi utilizzata a Soatanana.

madagascar mercato
Il Mercato dei Colori

Giunti infine al villaggio,  abbiamo assistito alle varie fasi della lavorazione della seta e, al termine della visita, abbiamo acquistato alcune sciarpine prodotte dagli abitanti del villaggio stesso. Al villaggio abbiamo anche pranzato, sedendoci su delle semplici stuoie e gustando verdure bollite con riso e patate fritte, tutto molto buono, in un'atmosfera molto particolare. Il villaggio è pieno di bambini e nonostante vivano con poco, sono tutti sorridenti e felici.

Madagascar villaggio delle donne di soatanana
Il villaggio di Soatanana

Il viaggio di ritorno da Soatanana ad Ambositra è stato piuttosto complicato. L'auto infatti ha iniziato a dare segni di cedimento fermandosi più volte. Ma ad ogni sosta l'autista è riuscito, con un paio di manovre al motore, a far miracolosamente ripartire la macchina.

disavventure
Problemi al taxi

Tra una sosta e l'altra siamo dunque riusciti a tornare in città ed abbiamo potuto incontrare Nicola Gandolfi, un italiano che si occupa di un progetto di riforestazione di un'area del Madagascar (il progetto Vohidahy). Abbiamo infatti rapidamente capito che le foreste del Madagascar sono seriamente minacciate dalla pratica del "taglia e brucia" effettuata dai contadini i quali, per ricavare nuovi territori per le loro colture, non esitano a dar fuoco e a disboscare aree sempre più grandi di foresta tropicale. Inoltre molti alberi come il palissandro ed il boise de rose vengono tagliati per il loro legno pregiato, che viene venduto all'estero ed in particolare alla Cina. La ricchezza naturale dell'intero paese è dunque fortemente a rischio ed è per questo che Nicola ha dato vita all'associazione Tsiry Parma, con la quale cerca di difendere la foresta tropicale malgascia attraverso una gestione sostenibile delle risorse forestali e l'attivazione di programmi agricoli eco-compatibili.
Terminato l'interessante incontro con Nicola siamo tornati in albergo per la cena preparandoci per un nuovo viaggio, questa volta in direziona di Fianarantsoa.

Giorno 4 - Viaggio da Ambositra a Fianarantsoa

La mattinata del quarto giorno è cominciata con un incontro molto emozionante ed intenso, quello con Suor Yvonne, una suora che si occupa di circa 300 bambini con problemi di abbandono e malnutrizione. La suora gestisce una sorta di casa-famiglia e cerca di aiutare tutti quei bambini che vivono ai margini della società perchè orfani o con grossi problemi familiari alle spalle. Li preleva spesso dalle discariche dove questi ragazzini cercano qualcosa da mangiare, o dalla strada, dove dormono, in quanto non hanno una casa. E' stata una mattinata dal forte impatto emotivo: personalmente era la prima volta in vita mia che incontravo bambini denutriti con arti esili e ventri gonfi e vederli ci ha trasmesso un senso di smarrimento.

suor yvonne casa famiglia
Al centro di Suor Yvonne

Abbiamo avuto qualche minuto per giocare con i bambini e vedere il progetto che la suora sta portando avanti, fin quando, verso la metà della mattinata, non ci siamo dovuti recare alla stazione dei Taxi Brousse di Ambositra dove, con il prezioso aiuto della nostra mediatrice Hobi, abbiamo acquistato i biglietti per il viaggio da Ambositra a Fianarantsoa.
Ancora una volta la fortuna è stata dalla nostra parte e ci siamo potuti sedere nei posti anteriori del pulmino. Tutti gli altri, stipati dietro, erano in numero certamente maggiore a quello della capienza massima del taxi Brousse. Anche questo secondo viaggio è stato faticosissimo, anche perchè la strada per Fianà tende e peggiorare man mano che ci si sposta verso Sud e le buche diventano sempre più veri e propri crateri da attraversare con molta prudenza. Inoltre, giunti a metà percorso, dopo la sosta per il pranzo, l'autista ha pensato bene di far salire altri passeggeri tanto che nel momento di massimo affollamento abbiamo contato nella prima fila del pulmino dietro i nostri sedili ben 12 persone tra adulti e bambini (quando la capienza teorica di ogni fila è di massimo 3 persone). Il viaggio è durato tra le 4 e le 5 ore, e siamo arrivati in città un'ora prima del tramonto. A Fianarantsoa abbiamo conosciuto Lanto, che sarebbe stato il nostro autista negli spostamenti successivi, e Felana. Felana è la responsabile del progetto Diako, all'interno dell'associazione Koinonia: tale progetto è il ponte di collegamento tra l'agenzia Viaggi e Miraggi e la realizzazione in loco del viaggio vero e proprio: infatti sono stati i ragazzi del progetto Diako a farci da mediatori, guide e autisti lungo tutto il nostro percorso in Madagascar. Grazie a Felana inoltre, abbiamo potuto sperimentare cosa significa vivere in una casa malgascia. Per la notte infatti non avevamo alcun albergo prenotato, ma abbiamo dormito proprio in casa sua. E' stata un'esperienza molto bella, anche perchè, oltre all'alloggio, abbiamo avuto anche la fortuna di mangiare in casa con Felana ed i suoi parenti, e ci siamo veramente sentiti parte di una famiglia, in un tipo di situazione che è molto difficile ritrovare nei viaggi tradizionali. A nostra disposizione c'era una stanza, mentre abbiamo condiviso il bagno e la doccia (con acqua calda) con parte della famiglia di Felana.
Come di consueto siamo andati a dormire molto presto.

Giorno 5 - Viaggio in treno da Fianarantsoa a Manakara

Il viaggio in treno da Fianarantsoa a Manakara, località che si affaccia sull'Oceano Indiano, sulla costa Est del Paese,è stato un'esperienza unica ed indimenticabile nel bene e nel male.
Si tratta di un treno vecchio e scomodo con stretti sedili di legno risalente all'epoca dei coloni francesi che lo utilizzavano per lo più per lo spostamento delle merci. Ma non è la (s)comodità dei sedili il problema principale: il vero problema di questo treno è infatti la risposta ad alcune domande che ad ogni viaggio tutti si chiedono: partiremo oggi? Se partiremo, arriveremo? E se arriveremo, a che ora arriveremo? I tempi per coprire i 160 Km che separano le due città sono infatti molto variabili: di questo treno non si capisce mai se riuscirà a partire ed a che ora, non si conosce il tempo di sosta nelle varie fermate lungo il percorso e si può solo pregare che non accadano guasti al locomotore. I nostri mediatori ci avevano informato che, soprattutto negli ultimi tempi, il treno tendeva ad avere problemi, con partenze ritardate di svariate ore e tempi di percorrenza che potevano superare le 12 ore.

treno fianarantsoa manakara
In partenza dalla stazione di Fianarantsoa


Tutto sommato siamo stati quindi fortunati: il nostro treno infatti è partito con sole due ore di ritardo ed è arrivato dopo 12 ore, un tempo di percorrenza a quanto pare accettabile.
Fondamentale è stato accaparrarsi dei biglietti di prima classe con prenotazione dei posti a sedere: la prima classe infatti non era altro che un piccolo vagone che si è riempito all'inverosimile di persone che sono rimaste in piedi con un quantitativo di bagagli inimmaginabile. La seconda classe era invece del tutto inavvicinabile: nel vagone di seconda classe è entrato infatti un numero incommensurabile di persone che si sono accalcate in un modo che non può essere nè descritto nè immaginato: solo noi, dopo averlo visto  con i nostri occhi, possiamo capire chi e cosa c'era in quel vagone di seconda classe. Altri vagoni erano unicamente adibiti al trasporto merci.
Nonostante le precarie e difficili condizioni di viaggio, l'esperienza è stata fantastica. A livello paesaggistico il percorso è straordinario: il treno attraversa infatti spettacolari montagne ricoperte dalla foresta tropicale.

treno fianarantsoa manakara paesaggio
Foresta tropicale


Ed a livello umano è un'esperienza altrettanto significativa: il treno si ferma infatti lungo il percorso in svariati villaggi il cui unico mezzo di contatto con il resto del Paese è proprio questo treno che passa una volta ogni 3 giorni.

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Un giovane abitante di un villaggio lungo il percorso del treno


Ad ogni sosta si scatena un mercato di qualsiasi tipo di merce, ma soprattutto di prodotti alimentari.

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Un villaggio lungo il percorso del treno


Siamo partiti alle nove e mezza del mattino e siamo arrivati alle nove e mezza di sera, percorrendo le ultime ore di viaggio nel buio più totale in quanto, dopo il tramonto, non ci sono luci che illuminino la carrozza. Ma fuori la notte era illuminata da milioni di stelle e, al livello del bosco, da centinaia di lucciole (mai viste così tante) che hanno reso particolare anche la parte notturna di questo infinito viaggio.
La stanchezza alla fine era molta, ma all'arrivo a Manakara ci aspettava un albergo con tanto di acqua calda, mentre siamo rimasti sconvolti nel constatare che alcune persone, che avrebbero dovuto proseguire nel viaggio con un Taxi Brousse, dato il tardo orario, si sono posizionate con delle stuoie nella hall della stazione per passarvi la notte in attesa della mattina. Quelle persone, che avevano fatto il viaggio in seconda classe si preparavano ad una notte in stazione e l'indomani avrebbero viaggiato con un Taxi Brousse. Abituati alle comodità del nostro mondo occidentale, ci risultano inconcepibili queste situazioni, ma proprio il vedere e constatare queste realtà ci ha spinto a riflettere molto sulle differenze che ci sono nel nostro mondo ed all'ingiustizia di fondo che distingue fortemente i popoli dei paesi occidentali da quelli dei paesi in via di sviluppo.
L'esperienza del treno Fianà - Manakara è molto dura, ma è una vera esperienza di vita malgascia che andrebbe provata da tutti i viaggiatori. E' un pezzo di Madagascar che non si può perdere e che noi sicuramente non dimenticheremo mai.