venerdì 21 dicembre 2012

Uso, riuso, riciclo

Vorrei oggi parlare di alcuni oggetti che tutti noi vediamo, ma che nessuno di noi guarda...oggetti di cui entriamo in possesso ogni giorno e di cui ci sbarazziamo nel momento stesso in cui ne veniamo in possesso...
Gli imballaggi !

Viviamo nel mondo degli imballaggi.
Diamo un'occhiata dentro ai supermercati. Cosa vediamo? Frutta, verdura, carni, uova, formaggi, dolciumi, pane, bevande, insomma ogni ben di dio.
Ora vi dico cosa vedo io: sacchetti, confezioni, plastica, vetro, alluminio, carta.
Stiamo vedendo le stesse cose: ogni alimento infatti è confezionato più e più volte: alcune patatine fritte sono confezionate in pacchetti a loro volta inseriti in un pacco più grande. I cibi pronti sono confezionati in monodosi (o dosi per due): vaschette, pellicole, imballaggi di ogni tipo avvolgono i prodotti.

vetro, carta, cartone, plastica, metalli
Il mondo degli imballaggi



Quando andiamo al supermercato, la metà della nostra spesa serve a pagare gli imballaggi, quelle cose che non utilizziamo mai, ma che buttiamo direttamente nella spazzatura.

Compriamo delle cose che buttiamo e che per essere riciclate implicano ulteriori spese ed inquinamento !

Non contenti di ciò, a volte compriamo ulteriori imballaggi perchè ci servono: la pellicola trasparente, la carta da forno, il rotolo di alluminio, i sacchetti di plastica. Forse non vediamo che questi prodotti già ci vengono forniti in forma di imballaggio. E' il colmo: quelli li buttiamo e poi ne compriamo di nuovi.

Ma da consumatori responsabili possiamo pensare. Riflettere. Essere critici. Agire di conseguenza.
Praticare l'uso, il riuso. E solo alla fine, il riciclo.

Mi spiego meglio con un esempio.
Se andiamo a comprare dell'affettato al bancone della gastronomia, in che forma riceviamo il prodotto? L'affettato viene adagiato su un foglio di carta alluminio sul quale è posto un foglio di plastica trasparente. Sopra l'affettato viene poi posto un'ulteriore foglio di plastica trasparente ed il tutto viene avvolto nell'alluminio. Il prodotto viene infine inserito in un sacchetto di carta.
Cosa possiamo ricavare da questo prodotto? Oltre al nostro affettato possiamo conservare il foglio di alluminio ed il sacchetto di carta. Il primo può essere utilizzato proprio come il foglio di alluminio che strappiamo dal rotolone comprato nuovo, mentre il sacchetto può avere svariati usi e riusi.
Inoltre i fogli di alluminio, non si degradano così velocemente: se li abbiamo usati una volta per avvolgere un alimento e non si sono sporcati, perchè non riutilizzarli una seconda volta, una terza e così via, finchè quei fogli non sono realmente o sporchi o inutilizzabili?
Guardiamo, quando facciamo la spesa, tutti gli imballaggi che ci vengono forniti: li abbiamo pagati con la nostra spesa. Impariamo a riutilizzarli, ad inventarne nuovi usi. Le vaschette possono essere riutilizzate centinaia di volte, un foglio di carta da forno può essere usato due-tre volte prima che si rovini: anche la vita degli imballaggi può essere allungata, diminuendo la quantità di rifiuti e risparmiando sui costi finali: praticamente, sfruttando gli imballaggi a disposizione non avremo più bisogno di comprare buste, sacchetti, contenitori, perchè ne saremo già pieni !
Basta guardare veramente ciò che si ha e ragionare. Sprattutto riflettere due volte prima di cestinare un qualsiasi oggetto chiedendosi: ho veramente utilizzato questo oggetto? L'ho sfruttato al massimo? Posso rutilizzarlo in qualche modo? Posso evitare di buttarlo ed introdurlo dunque nella lunga catena dei rifiuti con tutto il suo carico di inquinamento e spesa energetica?

In questo periodo, tempo di regali natalizi, doni, pacchi e pacchetti, possiamo applicare questo principio anche sui regali che riceviamo: quando li scartiamo cerchiamo di non distruggere la carta, ma mantenerla il più intatta possibile, in modo da poterla riutilizzare per impacchettare nuovi regali....

venerdì 7 dicembre 2012

Biscotti alla panna (tipo Macine)

Ingredienti


Farina 00:            500 gr
Fecola di patate:   50 gr
Zucchero:            100 gr
Olio extravergine: 100 gr
Burro:                  100 gr
Uovo:                  1
Panna da cucina:  100 gr
Vanillina:              1 bustina
Lievito per dolci   1 bustina
Sale:                   un pizzico

Servirsi di uno sbattitore e di un mattarello per stendere l'impasto

Procedimento

- Portare tutti gli ingredienti a temperatura ambiente
- Mescolare con lo sbattitore tutti gli ingredienti fino a formare un impasto omogeneo
- Lavorare infine con le mani l'impasto
- Stendere la pasta con il mattarello (circa 1 cm di altezza)
- Con una tazzina da caffe ricavare le forme tonde dei biscotti e praticare un buco al centro
- Infornare a 170°C per 15 minuti

 

Biscotti fatti in casa
Macine fatte in casa

 

Note nutrizionali


La ricetta originale prevede di usare la margarina, alla quale ho sostituito il più salutare olio extravergine di oliva. Suggerisco di fare anche la panna da cucina fatta in casa visto che il procedimento è facilissimo (basta un pò di latte e di olio di semi !

Panna da cucina

Ingredienti


Latte:               50 gr
Olio di semi:    100 gr

E' necessario un minipimer

Procedimento


Mescolare il latte e l'olio con il minipimer fino ad ottenere una panna omogenea e cremosa

domenica 2 dicembre 2012

Biscotti al miele (tipo Rigoli)

Ingredienti 


Farina 00:             500 gr
Zucchero:             180 gr
Olio extravergine:  100 gr
Latte:                    40 gr
Uova:                   1
Miele:                   2 cucchiai
Lievito vanigliato:  1 bustina
Burro:                  quanto basta per imburrare una teglia

Procedimento


- Unire l'olio extravergine e lo zucchero fino ad ottenere una crema omogenea
- Unire via via i vari altri ingredienti aggiungendo per ultimi la farina ed il lievito
- Lavorare a mano la pasta e stendere una sfoglia di circa 3 mm
- Tagliare i biscotti (per farli tipo Rigoli tagliarli rettangolari)
- Imburrare una teglia, adagiarvi i biscotti e farli cuocere a 180°C per 10-15 minuti
- Aspettare che si raffreddino prima di metterli in un sacchetto o una scatola


Note salutari


Andiamo a vedere quali sono gli ingredienti dei biscotti Rigoli del Mulino Bianco: Farina di frumento, zucchero, grasso vegetale non idrogenato, uova, latte scremato in polvere 2,6%, sciroppo di glucosio, miele 1,0%, agenti lievitanti (carbonato acido d'ammonio, carbonato acido di sodio, tartrato monopotassico), amido di frumento, sale, aroma vanillina, aroma naturale agrumi.

Gli ingredienti sembrano, per la maggior parte, sani. Farina, zucchero, uova, miele sono tutti ingredienti naturali. Però, se siamo noi a produrre i biscotti, siamo noi a decidere dove procurarci questi ingredienti scegliendo uova che vengono da galline allevate all'aperto, zucchero, miele e farina biologici e così via. Non sappiamo invece che tipo di scelte fa la Mulino Bianco.
Per quanto riguarda i grassi vegetali non idrogenati, apparentemente potrebbero sembrare preferibili al burro (che è un grasso animale) ma molto frequentemente, nel settore alimentare,vengono impiegati, come grassi vegetali, gli oli di palma che sono tra i possibili responsabili del processo di formazione delle placche aterosclerotiche nel sangue. In realtà, tra gli ingredienti, non viene specificato che tipo di grasso vegetale è stato usato: in teoria potrebbe essere stato usato anche l'olio di oliva (anch'esso grasso vegetale): in genere però, se non diversamente specificato, l'industria alimentare fa uso del più economico olio di palma. Nella ricetta da me proposta oggi invece siamo certi di non mettere tra gli ingredienti nè burro nè olio di palma: a questi preferiamo il sano olio extravergine di oliva !
Infine al posto del latte in polvere usiamo il latte fresco, ed al posto degli agenti lievitanti usiamo il lievito vero e non ci mettiamo alcun aroma additivo perchè i nostri biscotti sono già buonissimi così senza bisogno di altre aggiunte.

Eccoli pronti i nostri delicati frollini con latte e miele che, come da descrizione Barilla "sono i biscotti che salutano ogni dolce risveglio di tutta la famiglia. Buoni da intingere nel latte o nel the, si gustano anche da soli e uno tira l’altro !"
Soprattutto, aggiungo io, se fatti in casa !

venerdì 30 novembre 2012

Quanti alberi vale una soffiata ?

Ebbene si.
L'ho fatto.
Ho compiuto un piccolo gesto rivoluzionario. Come fa un piccolo gesto ad essere rivoluzionario?
Beh, magari rivoluzionario non è, ma, a ben guardare, credo che alla lunga avrà i suoi effetti (e li avrebbe in misura molto maggiore se in tanti facessero questo piccolo gesto). Si tratta in realtà di un ritorno al passato. In effetti ci deve essere stato un momento, mentre crescevo, in cui questo gesto l'ho compiuto al contrario, aggravando il mio impatto ambientale sul pianeta.

Qualche giorno fa, al mercato, ho acquistato un fazzoletto di seta, con lo scopo di liberarmi dei fazzoletti di carta usa e getta (ripromettendomi di usarli esclusivamente in caso di violento raffreddore).


ricamato a mano
Un fazzoletto di seta è per sempre...

Ho comprato un bel fazzoletto ricamato a mano, di classe, dal prezzo folle ! 8 Euro. Lavabile e riutilizzabile all'infinito, o quanto meno fino al suo disfacimento (cosa che per un fazzoletto di carta avviene dopo un giorno di utilizzo e che per questo nuovo fazzoletto di seta mi aspetto avvenga non prima di svariati anni).
Ed ora è lì, bello ripiegato nella tasca dei pantaloni, sempre con me, pronto ad eseguire il suo dovere ad ogni mia soffiata di naso. E non lo butto mai.
A ben pensare, pur essendo un gesto piccolo, avrà grandi effetti in quanto comprerò i fazzoletti di carta molto più raramente e ne butterò pochissimi (in quanto saranno pochissimi quelli che userò), a vantaggio degli alberi e del sistema dei rifiuti che vede scomparire almeno un elemento che prima buttavo costantemente. Il vantaggio è anche per il mio portafogli. Un esempio perfetto di decrescita.

Qualcuno negli anni '80 ci ha fatto credere che avevamo bisogno dei fazzoletti di carta usa e getta, che erano più igienici e che erano molto più comodi e pratici. Eppure prima di allora tutti noi avevamo il nostro bravo fazzolettino di seta nella tasca e nessuno si lamentava particolarmente di quanto fosse scomodo o poco igienico. Beh, magari quando si è raffreddati il fazzoletto di carta è veramente utile...ma quando abbiamo solo un pò d'acqua che cola dal naso per il freddo...che motivo abbiamo di buttare nell'ambiente (ok, nel cestino, ma pur sempre nel sistema di gestione dei rifiuti) un fazzoletto di carta praticamente intonso? Per non parlare del solito problema degli imballaggi: ogni 10 fazzoletti di carta abbiamo una bustina di plastica che li contiene, generalmente anche dotata di (comodissimo) adesivo apri e chiudi. Inoltre, se acquistiamo i fazzoletti a gruppi di 10 pacchetti (o giù di lì) abbiamo anche il pacchetto dei pacchetti...

Abbiamo veramente bisogno dei fazzoletti di carta usa e getta?
Si, in caso di raffreddore: allora consiglio di usare i fazzoletti di carta riciclata (tipo Grazie Lucart, vedi anche questo post)
No, negli altri casi: allora ecco la soluzione: un pratico, lavabile, e riutilizzabile bellissimo fazzoletto di seta.

domenica 25 novembre 2012

Vite parallele

Traendo ispirazione da una giornata da me vissuta realmente ho scritto un racconto che si basa su come due personaggi hanno passato il loro sabato mattina di una giornata di novembre. Entrambi parlano in prima persona raccontando la propria esperienza. Lo scopo del racconto è quello di stimolare il lettore a fare delle scelte: la nostra vita infatti non è già scritta, ma siamo noi a decidere come orientarla, anche banalmente su come passare un sabato mattina. Buona lettura.

Marco

"Mi chiamo Marco ed abito a Desio, una cittadina in provincia di Monza. Quando mi sono svegliato stamattina mi sono reso conto che era uno splendido sabato mattina, soleggiato e piuttosto caldo. Avevo due-tre commissioni da sbrigare oggi: andare alla posta a pagare un bollettino e comprare un pò di latte e della carne da surgelare. Dopo colazione allora mi sono preparato per uscire. Prima però ho impastato il pane in modo che avesse tutta la mattinata per lievitare ed essere pronto per il forno al mio ritorno. Mi sono messo in sella alla mia bici ed ho pedalato fino all'ufficio delle poste, godendomi questo bello ed insolito sole di fine novembre. Alle poste ho preso il numero: 73, ma stavano servendo il 45. -Ho giusto il tempo per andare in fattoria a prendere la carne- ho pensato. Con il numero in tasca allora ho ripreso la bici e sono andato alla fattoria, l'unico posto che io conosca a Desio che vende carni prodotte in loco a chilometro zero.

Fattoria
Alla fattoria
E' molto carina la fattoria: ci si arriva tramite una piccola strada con qualche buca. Lì, è possibile vedere gli animali: c'è un recinto con l'asino, ed un capannone con i vitelli. Più in là ci sono le galline e, in un piccolo recinto i maiali. C'è poi una piccola casetta: è quello il negozio dove vendono la carne. Alla signora che serve al bancone ho chiesto dell'arrosto (11.70 E/Kg), sovracosce e cosce di pollo (3.70 E/Kg), salsicce di maiale (8.70 E/Kg) e 6 uova (0.24 E/l'una). Quando ho finito sono tornato alle poste e devo dire che sono stato molto fortunato perchè nel frattempo erano arrivati al 65, per cui ho dovuto aspettare solo 5 minuti prima di essere chiamato. Pagato il bollettino infine sono andato alla centralina del latte a prendere 1 litro (1E) utilizzando la mia bottiglia di vetro che uso e riciclo ogni volta. Sempre pedalando sono tornato a casa, ho infornato il pane ed ho iniziato a preparare il pranzo per mia moglie che, tornata dal lavoro, ha trovato la tavola imbandita e un bel sorriso tutto per lei."


Luca

"Mi chiamo Luca ed abito a Desio, una cittadina in provincia di Monza. Quando mi sono svegliato stamattina mi sono reso conto che era uno splendido sabato mattina, soleggiato e piuttosto caldo. Avevo due-tre commissioni da sbrigare oggi: andare alla posta a pagare un bollettino e comprare un pò di pane, latte e della carne da surgelare. Dopo colazione allora mi sono preparato per uscire. Ho preso la macchina e sono andato all'ufficio delle poste. Lì ho preso il numero: 74, ma stavano servendo il 45. -Porca miseria...e ora quanto devo aspettare?- ho pensato - non faccio nemmeno in tempo ad andare al supermercato perchè se vado lì di sicuro qui nel frattempo arrivano al mio numero- Dunque mi sono seduto e ho aspettato. Sono passati 45 minuti, 45 minuti per pagare solo un bollettino ! Ma questa è l'Italia ! Comunque, una volta finito con le Poste Italiane, sono andato all'Esselunga.

supermercato
Al supermercato

Mio dio, c'era tutta Desio lì dentro. Appena entrato mi sono trovato di fronte un muro di carrelli, bambini che strillavano e chi più ne ha più ne metta. A spintoni mi sono recato al bancone della carne dove ho preso dell'arrosto (12 E/Kg), sovracoscie e coscie di pollo (3.50 E/Kg), salsicce di maiale (8 E/Kg) e 6 uova (0.18 E/l'una). Ho poi preso mezzo kg di pane (1.50 Euro) e un litro di latte (0.79 E). E' iniziata quindi una nuova lotta alle casse. Per fortuna avevo il cestello per cui mi sono messo in coda alla fila riservata per cestelli mettendoci solo 15 minuti. Beh, lì davanti, devo confessare che non ho saputo resistere alla caramelle zuccherose per cui ne ho preso un pacco. Ho preso anche l'ultimo bollino che mi mancava per prendere il pupazzo...con soli 2.90 Euro in più ! Infine ho caricato tutto in macchina e sono tornato a casa, stanco come se avessi passato una giornata al lavoro, per cui, aperta la porta di casa mi sono messo subito sul divano e mi sono visto l'anticipo della Serie A. Quando è tornata a casa mia moglie ha preparato lei un piatto veloce scongelando del frigo i 4 salti in padella che avevamo preso la settimana scorsa".

Marco
Spesa fatta: carne e uova: 24.34 Euro. Latte: 1 Euro. Pane: circa 1 Euro (costo di farina e uso del forno). Tempo utilizzato per spostamenti: 50 minuti (3 Km totali percorsi). Tempo utilizzato per la spesa: 5 minuti. Tempo utilizzato alle poste: 5 minuti
Spesa totale: circa 27 Euro
Tempo totale: circa 1 ora

Luca
Spesa fatta (escluse le cose inutili che potevano essere evitate, ossia caramelle e peluche): carne e uova: 24.34 Euro. Latte: 1 Euro. Pane: circa 1 Euro (costo di farina e uso del forno).
Carburante: 0.43 E (2.5 km totali percorsi)
Tempo utilizzato per spostamenti: 10 minuti (2,5 Km totali percorsi). Tempo utilizzato per la spesa:  20 minuti. Tempo utilizzato alle poste: 45 minuti
Spesa totale: circa 26.50 Euro
Tempo totale: circa 1 ora

C'è una cosa che non è stata conteggiata nello schema finale. 
La felicità.
Quanto vale la felicità? Mezzo euro guadagnato nel confronto tra le due spese?

Meditate gente, meditate

sabato 24 novembre 2012

Grigna Sud

Descrizione

La Grigna Meridionale, assieme alla sorella settentrionale, forma un complesso montuoso ben visibile da Milano. Uno dei rifugi più importanti della "Grignetta" è il rifugio Rosalba, che può essere comodamente raggiunto da vie normali o dalla via Ferrata Direttissima, una via per escursionisti esperti con attrezzattura che però non presenta eccessive difficoltà ed è molto interessante. La natura calcarea delle Grigne infatti ricorda le Dolomiti con guglie e torrioni, rendendo il percorso divertente e piacevole. Seguendo il percorso suggerito si ridiscende tramite sentiero delle foppe compiendo un giro ad anello, altrimenti si può scendere e salire dal medesimo sentiero o può essere anche utilizzato il sentiero dei morti (facile).


Scheda tecnica

Tappe
Pian dei Resinelli (1280 m slm) - Rif. Porta (1426 m slm) - Via Ferrata Direttissima - Selletta Federazione (2124 m slm) - Rif Rosalba (1730 m slm) - Via delle Foppe - Pian dei Resinelli

Dislivello complessivo
Circa 850 m

Difficoltà
Via Direttissima: Escursionisti esperti attrezzati (ferrata molto facile)
Via delle Foppe: Escursionisti

Cartina Kompass
n° 105 Lecco Valle Brembana


Descrizione dettagliata

Lasciata l'auto al Pian dei Resinelli si prosegue a piedi in direzione della via Ferrata Direttissima. Il sentiero (n°8) attraversa il bosco fino a portare al limitare delle pareti rocciose. Qui, dopo un ulteriore breve tratto di sentiero, ci si imbraga e ci si prepara ad affrontare i primi tratti (i più complessi) della via ferrata che può essere percorsa anche senza fare uso delle strutture artficiali disposte lungo il percorso (eccezion fatta per una scala a pioli verticale). 

Grignetta
L'attacco della Ferrata Via Direttissima
Il tratto più interessante è uno stretto camino, superato il quale la via si fa decisamente più facile arrivando infine alla Selletta Federazione dalla quale si scorge il Rif. Rosalba. 

Rosalba visto da Selletta Federazione al termine della Direttissima
A questo punto si può raggiungere la vetta della Grigna o decidere di scendere al Rosalba. Da quest'ultimo si può tornare indietro percorrendo il sentiero delle Foppe (n°9), facile.

Grignetta
Lungo il sentiero delle Foppe
Per tornare al Pian dei Resinelli l'ultimo tratto è in salita su strada asfaltata, il tratto più noioso dell'intero percorso che, per il resto, è molto godibile. La Grigna è anche un paradiso per gli arrampicatori essendo ricca di vie alpinistiche molto belle.

Grignetta
Arrapicatori in Grignetta

giovedì 22 novembre 2012

Torta Sbrisolona

Ingredienti per 8 persone


Farina 00:                     200 gr
Farina di mais Fioretto: 200 gr
Zucchero:                     200 gr
Burro:                          200 gr
Mandorle:                    300 gr
Tuorli:                             2
Buccia di limone grattugiata


Procedimento

  • Spellare e tritare grossolanamente 200 gr di mandorle
  • In una ciotola unire le farine e lo zucchero. 
  • Aggiungere le uova 
  • Aggiungere il burro a temperatura ambiente
  • Impastare, ma senza creare un impasto omogeneo: l'impasto deve rimanere granuloso
  • Imburrare una teglia
  • Fare cadere a pioggia l'impasto in grumi (creando uno strato di circa 2 cm)
  • Decorare con 100 gr di mandorle intere
  • infornare a 180°C per circa 40 minuti (verificare la cottura tramite il colore)
Ricetta
La Sbrisolona

domenica 11 novembre 2012

Perù ecosostenibile

Sono stato recentemente in Perù.
Non mi soffermerò ora a raccontare i dettagli del viaggio e le tante emozioni che tale viaggio ha suscitato, ma volevo oggi raccontare un qualcosa che del Perù mi ha colpito: la filosofia di base del mondo contadino.

Premesso che in Perù non esistono (ad oggi) OGM, nè allevamenti intensivi e colture industriali, è secondo me particolarmente importante sottolineare che una delle due divinità riconosciute e rispettate dalla cultura andina è la Pacha Mama, ossia la Madre Terra.
La Terra è quella che fornisce i frutti, e i prodotti per la sopravvivenza delle popolazioni e delle specie animali. Data la sua importanza le viene riconosciuta la divinità ed in quanto tale viene rispettata e, in agricoltura, vengono rispettate tutte quelle regole che ritroviamo, nella nostra società industrializzata, nelle colture biologiche.
Credo che la maggior parte dei contadini peruviani non sappia neanche cosa vogliano dire le parole ecologia, ecosostenibilità e mantenimento ambientale. Eppure la Terra non viene trattata con agenti chimici, nè pesticidi perchè questo equivarrebbe ad avvelenarla. Dopo 2-3 anni di coltivazione, i terreni vengono messi a riposo perchè la Pacha Mama ha bisogno di dormire. Viene preservata la biodiversità.
Tutto questo avviene in modo naturale e lo si dà per scontato. Vengono messi in pratica i principi agricoli che anche nei paesi industrializzati venivano utilizzati fino alla metà del secolo scorso.
Sarebbe assurdo lì parlare di biologico e di pratiche ecosostenibili. Loro semplicemente vivono in modo ecosostenibile perchè è così che vanno le cose naturalmente.
I contadini hanno una ricchezza sola: è la terra, la Madre Terra, la Pacha Mama.
E giustamente hanno tutti i migliori riguardi nei suoi confronti.

Uno spunto di riflessione per chi, nei paesi industrializzati considera la Pacha Mama nient'altro che una fonte di guadagno.

Altro spunto: guardando da fuori la società contadina peruviana sembra che si possa parlare di povertà: ma cosa determina la povertà? I contadini hanno da mangiare tutti i giorni. E al lavoro vanno fischiettando. Cos'è realmente la povertà?

lunedì 8 ottobre 2012

Traversata dei Corni di Canzo

Descrizione breve

Sono molteplici i percorsi che posso essere affrontati per effettuare la traversata dei Corni di Canzo i quali, assieme a Grigne e Resegone, formano parte del quadro delle montagne di Como e Lecco. L'escursione qui presentata prevede due ferrate di difficoltà medio-alta che possono essere affrontate esclusivamente con kit da ferrata e caschetto. Nonostante l'altitudine non elevata il panorama è notevole non solo verso le Alpi, ma anche verso la pianura e, nelle giornate terse, fino agli Appennini.


Scheda tecnica

Tappe
Valmadrera (237 m slm) - San Tommaso (580 m slm) - Via Ferrata 30° OSA - Corno Rat (905 m slm) - Acqua del Fo' (1064 m slm) - Via Ferrata del Venticinquennale - Corno Occidentale (1373 m slm) - Rif. S.E.V. (1125 m slm) - San Tommaso - Valmadrera

Dislivello complessivo
1136 m

Difficoltà
Da Valmadrera a San Tommaso: Turistico
Da San Tommaso a Corno Rat: Escursionisti esperti con attrezzatura (Ferrata)
Da Corno Rat a Acqua del Fo': Turistico
Da Acqua del Fo' a Corno Occ: Escursionisti esperti con attrezzatura (Ferrata)
Da Corno Occ. a Valmadrera: Escursionisti

Cartina Kompass

n° 105 Lecco Valle Brembana

Descrizione dettagliata

E' possibile raggiungere i Corni di Canzo partendo proprio da Canzo oppure da Valmadrera.
Nel primo caso conviene parcheggiare l'auto presso la fonte Gajum e prendere il sentiero n°8, di facile percorrenza, che passa per il Rifugio Prim'Alpe, i resti del Second'Alpe e per il Terz'Alpe. Fin qui il percorso è molto semplice. Diventa più impegnativa invece la salita verso il Corno Occidentale ed il Rif. S.E.V. (sentiero n°1). 

Corni di Canzo
Corno Occidentale
 Da qui molteplici sentieri portano agli altri corni, ma è anche possibile tornare indietro utilizzando una via alternativa a quella dell'andata. Il sentiero 5 infatti riporta verso il Prim'Alpe passando per il lato Nord della montagna.

Al Rifugio S.E.V. si può arrivare anche da Valmadrera prendendo da San Tommaso (una quarantina di minuti di salita da Valmadrera) il sentiero n°4.

Ci sono poi molteplici vie di arrampicata per chi pratica questo sport e varie ferrate per poter salire opportunamente attrezzati. Tra queste da segnalare la ferrata 30° OSA. Essa, impegnativa e con sviluppo verticale, è divisa in due tratti: il primo, breve ma intenso, è il più difficile; il secondo, più facile, ma ugualmente esposto e con passaggi in verticale, è decisamente più lungo. 

Corni di Canzo
La ferrata 30° OSA, difficile
 Per trovare l'attacco del secondo tratto di ferrata è necessario prestare molta attenzione perchè è nascosto nel bosco: arrivati alla fine della prima parte della ferrata dunque si deve prendere il sentierino andando verso sinistra. Dopo un breve tratto, bisogna fare caso alle catene metalliche presenti sulla destra che indicano l’attacco del secondo tratto della ferrata. 

Corni di Canzo
Un passaggio del secondo tratto della ferrata 30° OSA. Sullo sfondo il Resegone
Alla fine della ferrata ci si ritrova in cima al Corno Rat. Da qui si può proseguire dritto percorrendo un sentiero attraverso il bosco fino all’acqua del Fo, area attrezzata per picnic e da qui, attraverso un sentiero secondario (il sentiero del contadino) fino alla base della ferrata del Venticinquennale. 

Corni di Canzo
Attacco della ferrata del venticinquennale (Corno Occidentale)
Anche questa è da segnalare: più facile della precedente, alterna tratti obliqui, verticali ed orizzontali. Alcuni passaggi, esposti, sono spettacolari. Al termine della ferrata si è in cima al Corno Occidentale con vista sul Lago di Como, i monti della catena del Rosa, le Grigne ed il Resegone e la pianura fino all’appennino (in giornate limpide). 

Corni di Canzo
Catena del Rosa vista dai Corni di Canzo
Per la discesa si può utilizzare il sopracitato sentiero n°4.

domenica 7 ottobre 2012

Mamma Gamma

Lo sapevate? Quando acquistiamo un'insalata pronta, confezionata già tagliata e lavata, stiamo acquistando un prodotto cosiddetto di IV Gamma, in quanto ha subito una serie di processi lavorativi che lo portano ad essere catalogato come tale. Tali prodotti, oltre ad essere più costosi (anche di 4 o 5 volte) rispetto all'ortofrutta di I gamma, sono anche maggiormente lavorati e dunque sottoposti a trattamenti che ne alterano le capacità organolettiche. Inoltre presentano imballaggi voluminosi per piccole quantità. Uno spreco energetico che ha visto crescere il proprio business del 200% negli ultimi 10 anni in Italia. Un business che può essere invertito e rallentato, solo attraverso l'uso ragionato del nostro potere d'acquisto.

Andiamo a vedere nel dettagli cosa si intende per prodotti di Gamma I, II, III, IV e V:

I prodotti di I Gamma sono i vegetali freschi che vengono messi sul mercato subito dopo la raccolta senza essere sottoposti a particolari trattamenti.
 
Ortofrutta
Prodotti di I Gamma



I prodotti di II Gamma sono invece i classici prodotti in scatola, ossia frutta e verdura che, una volta sottoposta a trattamenti termici a caldo, viene conservata in contenitori di vetro o metallo. La conservazione di questi prodotti si allunga notevolmente rispetto a quelli della I gamma, ma gran parte delle proprietà nutritive vengono perse durante i processi di sterilizzazione e pastorizzazione.

Ortofrutta
Prodotti di II gamma


I prodotti di III gamma sono quelli surgelati: le loro qualità organolettiche rimangono quasi inalterate poichè sono lavorati a freddo. Presentano inoltre una lunga conservazione. Ovviamente, per essere conservati, è necessario mantenere la temperatura sotto lo zero, il che crea un notevole problema energetico.

Ortofrutta
Prodotti di III gamma


I prodotti di IV gamma sono quelli pronti all'uso, ossia frutta e verdura fresca che viene lavata, tagliata e confezionata: solo i prodotti ortofrutticoli più resistenti e perfetti dal punto di vista visivo vengono selezionati in quanto, dovendo subire più cicli di lavaggio (con a volte l'aggiunta di sostanze acidificanti ed antiossidanti per evitare l'imbrunimetno delle foglie) i pezzi più fragili non resisterebbero al trattamento. Una volta lavati e asciugati, i prodotti vengono confezionati in atmosfera modificata. Tutti questi processi, oltre ad alterare le proprietà di frutta e verdura ne fanno lievitare il prezzo in maniera esponenziale, creando al contempo un enorme problema di smaltimento dei rifiuti dovuto all'imballaggio di tali prodotti.

Ortofrutta
Prodotti di IV gamma


Esistono infine anche i prodotti di V gamma che consistono nelle verdure precotte non surgelate (conservate sottovuoto).

Ortofrutta
Prodotti di V gamma


Cosa scegliere?
I prodotti di I gamma sono quelli a minor impatto ambientale, in quanto non richiedono sprechi energetici di trattamento e conservazione e non presentano particolari problemi relativi agli imballaggi. Scegliendo prodotti di stagione inoltre si può sperare che la maggior parte della verdura acquistata sia della zona e non provenga dall'altra parte del globo. Man mano che si scelgono prodotti di gamma II, III, IV etc si aggiungono processi produttivi che alterano le qualità dei cibi, consumano enormi quantitativi energetici e presentano maggiori problemi relativi allo smaltimento dei rifiuti.

Buona scelta !

lunedì 1 ottobre 2012

Latemar Sud

Descrizione breve


Con questo percorso ad anello è possibile ammirare parte del Gruppo del Latemar (Dolomiti, Trentino) senza dover affrontare difficoltà tecniche di rilievo e godendo di splendidi paesaggi. Il dislivello inoltre non è eccssivo. 


Scheda tecnica

Tappe
Oberholz (2150 m slm) - Forcella dei Camosci (2636 m slm) - Rif Torre di Pisa (2671 m slm) - Oberholz

Dislivello complessivo
Circa 600 m

Difficoltà
Escursionisti

Tempo di percorrenza
Circa 3 ore

Cartina Kompass
n° 358 Catinaccio e Latemar

Descrizione dettagliata

Si lascia l'auto presso l'Obereggen. Da qui una seggiovia porta all'attacco (Oberholz) del sentiero 18 che, con un dislivello di circa 500 metri porta alla Forcella dei Camosci dove, in base alla stagione, è possibile ammirare un piccolo lago (in alta stagione è un nevaio, in bassa stagione evapora del tutto). Dalla Forcella si segue un percorso (sentiero 516) per lo più pianeggiante immersi nelle montagne del gruppo. In fondo alla passeggiata un'ultima salita porta infine al Torre di Pisa con la caratteristica Torre e la vicina Finestra del Latemar. 

Latemar
Torre di Pisa
Latemar
Finestra del Latemar
Si può ridiscendere utilizzando il sentiero 18 ed infine il 22 per ritrovare la seggiovia di partenza. Percorso meraviglioso senza particolari difficoltà tecniche.

sabato 29 settembre 2012

Il libro nero dell'agricoltura - Un'inchiesta di Davide Ciccarese

Oggi l'agricoltura si è trasformata in un processo produttivo senza precedenti, una catena di montaggio slegata dall'ambiente che la circonda. Ortaggi fuori stagione percorrono migliaia di chilometri prima di arrivare sulle nostre tavole, sementi ibride e OGM si diffondono a danno delle varietà locali, i terreni sono esausti e le falde acquifere sono sempre più contaminate da concimi chimici e pesticidi, veleni che finiscono nei nostri piatti. Anche gli allevamenti si sono trasformati in fabbriche, in cui gli animali vivono ammassati. Il sogno di sconfiggere la fame nel mondo grazie all'agricoltura intensiva si è infranto contro la diffusione di malattie come il morbo della mucca pazza o l'influenza aviaria ed eventi come la progressiva scomparsa delle api rischiano di avere effetti catastrofici sull'equilibrio del pianeta.
La minaccia è globale: l'agricoltura deve essere ripensata per soddisfare i bisogni di una popolazione mondiale in costante crescita e diventare allo stesso tempo uno strumento di riscatto sociale ed economico nel ripetto dell'ambiente. Ci sarà bisogno di nuove parole dal sapore antico: prossimità, stagionalità, sovranità e sicurezza alimentari. Ma, soprattutto, l'uomo dovrà imparare a comportarsi da ospite e custode del pianeta.

Di tutto questo e tanto altro ci parla nel suo libro inchiesta sull'agricoltura Davide Ciccarese, Segretario di Acli Terra Lombardia (associazione professionale di imprenditori agricoli) e Presidente dell'associazione Nostrale (progetto di promozione del consumo consapevole e di progetti di sviluppo agricolo sostenibile).

un inchiesta di Davide Ciccarese
Copertina del libro
Si tratta di un libro molto interessante che affronta tutti i problemi relativi all'agricoltura moderna (oltrechè degli allevamenti industriali), e che spiega come si è arrivati alla situazione attuale attraverso una lunga analisi storica della nascita, crescita e sviluppo dell'agricoltura stessa.
Numeri alla mano, viene evidenziato come il sistema agricolo attuale sia destinato a collassare su se stesso, dal momento in cui la popolazione mondiale continua ad aumentare, parallelamente alla continua diminuzione delle superfici coltivabili disponibili: la terra, irrimediabilmente ammalata a causa dell'uso sconsiderato di pesticidi e prodotti chimici velenosi, è sempre più soggetta ai fenomeni di erosione e desertificazione, e perde dunque la sua fertilità, anche a causa delle monocolture intensive che limitano la biodiversità e consumano i terreni impoverendoli sempre maggiormente.
E' inoltre sempre minore la terra a disposizione a causa della inarrestabile cementificazione ed espansione delle città: le campagne, che un tempo formavano un tuttuno con i centri abitati, sono adesso relegate in confini sempre più stretti dove è necessario produrre sempre di più. Le città, d'altra parte, formano delle isole di cemento che devono importare tutte le risorse dall'esterno essendo ben lontane dall'essere autosufficienti. Si innesca così il ciclo dei trasporti in entrata (di risorse) ed in uscita (di rifiuti) con un considerevole consumo di energia globale.
Un intero capitolo è dedicato alla Grande Distribuzione Organizzata (GDO) che è forse la maggiore responsabile di tutti questi problemi a causa delle sue politiche di vendita.
La GDO infatti basa i propri affari puntando tutto su una politica al ribasso dei prezzi e sulla quantità a discapito della qualità. I produttori (i contadini e gli allevatori) vengono pagati talmente poco che in pratica per loro si tratta solo di un rimborso spese. I produttori sono costretti ad accettare queste condizioni ed a volte si indebitano pur di non essere esclusi dal sistema. Devono quindi a loro volta risparmiare sulle proprie risorse e produrre il più possibile in tempi brevi. Per questi motivi i campi non vengono più messi a riposo, le monocolture vengono preferite alla colture diversificate, per spingere al massimo la produttività vengono impiegati fertilizzanti e pesticidi. Il risultato è costituito da verdure dall'aspetto perfetto, ma con scarse qualità organolettiche, mentre i campi si impoveriscono sempre di più. Ma questo alla GDO non interessa: se un campo smette di essere produttivo se ne sceglie un altro, o addirittura se ne scegli un altro solo perchè più economico e niente più viene prodotto e consumato a livello locale, ma tutto diventa globale: le arance, ad esempio, vengono acquistate a prezzi bassi dalla Spagna, mentre le eccellenti qualità di agrumi siculi vengono lasciate marcire sui campi perchè troppo costose. Nuove realtà produttive vengono scelte in Ungheria e Romania, solo perchè più economiche ed i prodotti fanno enormi giri in tutto il mondo prima di raggiungere le nostre tavole.
Si raggiungono paradossi incredibili di prodotti locali che vengno letteralmente buttati per lasciare il posto a importazioni di dubbia qualità, ma dal sicuro interesse economico: le GDO hanno un enorme guadagno sui prodotti venduti a scapito dei contadini che invece sono sempre più sull'orlo del fallimento (e non manca la piaga del lavoro nero).
Lo scenario è dunque inquietante ed insostenibile e l'unico modello di sviluppo possibile diventa a questo punto una fase di regressione in cui piccoli spazi agricoli vengono recuperati a livello locale a scopo autoproduttivo. Accorciare le filiere e ritrovare il senso dell'azienda agricola che era in grado da sola di produrre e riciclare gli scarti, dando alla natura il tempo di assorbire, crescere e produrre senza forzature, senza agenti inquinanti esterni, permettendo il riposo e la rotazione delle colture, sfruttando le energie a disposizione. Non è una semplice lode ad un ritorno al passato, ma è un uso ragionato delle risorse ed i macchinari a disposizione, affinchè si riesca a produrre il giusto, per tutti, in maniera ecosostenibile.

Ma il sistema non può muoversi da solo. Come sempre una grossa spinta la può dare il consumatore: informandosi, scegliendo i prodotti che acquista, prediligendo il cibo locale e di qualità, facendo fallire la politica della GDO per un futuro più equo e pulito per tutti.
Come ho spesso concluso molti dei miei post, il mio augurio è: Buona spesa a tutti !

lunedì 24 settembre 2012

Pizzo Redorta

Ascesa al Pizzo Redorta (in uno o due giorni) in Val Bondione, in ambiente di alta montagna, nel mezzo delle Orobie Bergamasche. Da Fiumenero (paese di partenza) fino al rifugio Baroni non ci sono problemi tecnici, dal rifugio al pizzo si attraversa un ghiacciaio (ramponi) cui segue facile arrampicata. Attenzione alla roccia orobica molto cedevole.

Scheda tecnica

Tappe
Fiumenero (795 m slm) - Rifugio Baroni al Brunone (2295 m slm) - Pizzo Redorta (3038 m slm)

Dislivello complessivo
Circa 2250 m

Difficoltà
Da Fiumenero al Rif. Baroni: E
Da Rif. Baroni a Pizzo Redorta: EEA+ (ramponi e corde, alpinistica facile)


Cartina Kompass
n° 104 Foppolo Valle Seriana

Tempo di percorrenza
Primo giorno (Fiumenero - Rif Baroni): circa 4 ore
Secondo giorno (Rif Baroni – Pizzo Redorta - Fiumenero): circa 7 ore

Descrizione dettagliata
Dal parcheggio del cimitero di Fiumenero in Valbondione, si imbocca il sentiero 227 che, in circa 4 ore di cammino e per un dislivello di 1500 metri, porta al rifugio Baroni al Brunone. Il percorso si snoda all'interno di un bosco di latifoglie costeggiando (ed a volte attraversando) un torrente fino ai 1200 metri di altitudine.

Pizzo Redorta
Lungo il sentiero

Successivamente il bosco lascia spazio al prato (e qualche pino solitario) in uno scenario imponente di montagne scoscese. La salita si fa quindi più decisa fino al rifugio Baroni, contornato da picchi rocciosi.

Pizzo Redorta
Rifugio Baroni al Brunone
E' possibile dormire al rifugio.

Pizzo Redorta
Vista notturna dal rifugio

Alternativamente è possibile continuare l'ascesa verso il Pizzo Redorta attraversando un sentiero inizialmente semplice e poi caratterizzato da qualche tratto leggermente più complesso fino ai piedi di un ghiacciaio (la vedretta di Scais), per l'attraversamento del quale sono necessari i ramponi.

Pizzo Redorta
Vedretta di Scais
Dopo 20 minuti di passaggio su ghiacciaio si arriva ad una bocchetta dalla quale si può puntare alla vetta. Ci si trova qui di fronte ad una semplice via alpinistica, le cui insidie maggiori sono dovute alla cedevolezza della roccia orobica. E' assolutamente necessario verificare bene la solidità di ciascun appiglio prima di puntare il peso o agganciare una corda. L'arrampicata presenta le maggiori difficoltà nel punto inziale, per poi farsi più semplice, fino al raggiungemtno della cima aerea.

venerdì 21 settembre 2012

Ecomondo - Tecnologie InnovAttive

Si svolgerà a Rimini Fiera tra il 7 e il 10 novembre 2012 la 16° Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile, un punto di incontro per esperti del settore per la discussione di importanti tematiche ambientali quali la gestione dei rifiuti, delle risorse primarie (acqua, aria, suolo) e la protezione ed il ripristino ambientale.
Ci saranno seminari, eventi, tavole rotonde, e opportunità di marketing, il tutto organizzato in settori espositivi tematici.

La tematica principale della manifestazione sarà il ciclo completo del rifiuto (sezione espositiva "Waste") con la presentazione di attrezzature e sistemi integrati per la corretta gestione del rifiuto e di tecnologie per la massimizzazione del riciclo.
Inertech presenterà il "Salone sul riciclaggio nel mondo delle costruzioni", focalizzandosi sulle attrezzature per la demolizione e riciclaggio dei materiali stradali (inerti, componentistica, conglomerato bituminoso)
Oro Blu sarà la sezione dedicata al trattamento e al riuso delle acque reflue mentre Air si occuperà del medesimo problema riguardante l'aria, con una interessante parte dedicata al tema dell'indoor residenziale.
ReclaimExpo presenterà il "Salone Internazionale sulle Tecnologie di Bonifica e la Gestione dei Siti Contaminati", un momento di confronto tra ricercatori, tecnici e progettisti impegnati sul fronte delle bonifiche e riqualificazioni di ex aree industriali dismesse.
Città Sostenibile sarà un'area espostiva coperta di 5000 mq in cui verrà ricostruita una porzione di città sostenibile ideale caratterizzata da risparmio idrico, qualità dell'aria, gestione e riciclo dei rifiuti, verde pubblico, illuminazione sostenibile.
Cooperambiente presenterà le eccellenze della cooperazione italiana nei servizi e gestione del ciclo dei rifiuti, nelle energie rinnovabili, nella mobilità sostenibile, nella gestione delle aree verdi e delle per il risparmio energetico.
Verrà ospitata Key Energy, Fiera Internazionale per l'Energia e la Mobilità Sostenibile.
Uno spazio espositivo sarà infine dedicato a laboratori, mostre, workshop sui temi dell'ambiente e dell'energia.
Dovremmo essere presenti anche noi con il nostro video arrivato secondo al concorso indetto da Acquisti Verdi sui 100 secondi per il consumo sostenibile, di cui avevo già parlato in questo post



L'ingresso alla manifestazione è a pagamento (15 Euro al giorno, 25 Euro per due giorni) o su invito. Gli espositori rimarranno aperti tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00 (il sabato fino alle 17:00)

Informazioni sul sito ufficiale: www.ecomondo.com

giovedì 20 settembre 2012

Bretzeln

Ecco una ricetta (leggermente modificata dall'originale nella quale al posto del bicarbonato ci va la soda caustica) dei bretzeln, tipico snack tedesco

Ingredienti (per 4 bretzeln)


Farina 00:         250 gr
Burro:               25 gr
Bibarbonato      1,5 cucchiai
Acqua               1 L
Lievito               1 cubetto (o una bustina); meglio ancora usando la pasta madre
Sale                   6 gr
Zucchero           6 gr
Sale grosso

Procedimento


Impastare assieme tutti gli ingredienti (avendo a cura di non mescolare assieme lievito e sale):
  • Sciogliere il sale in metà dell'acqua
  • Unire l'altra metà di acqua al lievito, zucchero, burro e farina
  • Unire al composto l'acqua con il sale disciolto
  • Fare lievitare mezzora
  • Dividere l'impasto in 4 panetti e dare ad ognuno la forma tipica del bretzeln
  • Far bollire 1 L d'acqua 
  • Aggiungere il bicarbonato 
  • Immergere per qualche minuto i bretzeln uno alla volta nell'acqua col bicarbonato
  • Raccogliere poi i brezeln con una schiumarola e porli sulla teglia del forno
  • Aggiungere il sale grosso sulla superficie
  • Infornare a 200 °C per 20 minuti
Pane tedesco
Bretzeln

venerdì 14 settembre 2012

Legnone


Descrizione breve

Il Monte Legnone è un classico della Lombardia con ampio e appagante panorama di vetta. Questo trekking propone un impegnativo giro ad anello, ma è anche possibile, una volta giunti in vetta, scendere per lo stesso sentiero dell'andata, facilitando il percorso. Se si effettua il giro ad anello proposto va considerato che il sentiero che collega i rifugi Griera e Roccoli Lorla è un saliscendi con molti tratti attrezzati che possono essere divertenti, ma anche faticosi, specie se affrontati verso il termine della gita quando si è già stanchi

Scheda tecnica

Tappe
Rif. Roccoli Lorla (1463 m slm) - Bivacco Ca de Legn (2146 m slm) - Vetta Legnone (2609 m slm) - Rif Griera (1734 m slm) - Passo della Stanga (ca 1800 m slm) - Rif Roccoli Lorla

Dislivello complessivo
1400 m ca

Difficoltà
Da Roccoli Lorla a Bivacco Ca de Legn: Escursionisti
Da Bivacco Ca de Legn a Vetta: Escursionisti esperti
Da Vetta a Rif. Griera: Escursionisti
Da Rif Griera a Rif Roccoli Lorla: Escursionisti esperti (Attrezzata)

Cartina Kompass
n° 105 Lecco Valle Brembana

Tempo di percorrenza
Circa 8 ore (5 ore se si sale e si scende dallo stesso sentiero)

Descrizione dettagliata

Lasciata l’auto al Rif Roccoli Lorla il percorso si snoda inizialmente all'interno di un bosco in direzione est, con alternanza di tratti in salita ed in piano e di piccoli tratti in discesa. 

Legnone
Bosco iniziale
Si arriva ad un bivio: proseguendo dritti si affronta la prima dura salita verso il Legnone fino al bellissimo punto panoramico su cui sorge il Bivacco Ca de Legn.

Legnone
Capre lungo il percorso
La vetta è a questo punto ben visibile

Ca de Legn
Vetta del Legnone vista dal Bivacco ca de Legn
Ciononostante è necessaria ancora una ripida salita (con brevi tratti attrezzati con corda metallica) fino all’ultimo tratto di divertente arrampicata (facilitata da corda metallica e qualche piolo). 

Legnone
La croce di vetta
Per la discesa si può effettuare lo stesso percorso al contrario, oppure prendere la facile, ma lunga strada zigzagante che porta al rifugio Griera e, da questo, il sentiero che, passando per il Passo della Stanga, riporta al Rif Roccoli Lorla. Quest’ultimo sentiero non va sottovalutato: infatti presenta vari saliscendi attrezzati e parzialmente esposti che fanno del sentiero una via per escursionisti esperti.

mercoledì 12 settembre 2012

The Hammarby Model - L'esperimento svedese

"E per terminare la descrizione di ciò che di interessante puoi trovare nei quartieri periferici di Stoccolma, ti suggerisco di visitare, non lontano dal Globen, un quartiere molto particolare: Hammarby Sjöstad. La caratteristica di questo quartiere è quella di essere stato edificato seguendo criteri ecologi di ultima generazione, per cui è un quartiere che vive quasi esclusivamente di energia rinnovabile. Non è esteticamente bello, ma è di certo un quartiere unico: tutti coloro che vivono in Hammarby Sjöstad infatti fanno parte del cosidetto eco-ciclo. Tale eco-ciclo è stato sviluppato dalle compagnie dell'acqua e dei rifiuti di Stoccolma unitesi in una proficua collaborazione. L'obiettivo è quello di minimizzare il consumo di energia e la produzione di rifiuti, massimizzando invece il risparmio delle risorse e il riciclo. Il modello, chiamato Hammarby Model, sembra provenire direttamente dal futuro. Stoccolma e la Svezia veramente non finiscono mai di stupire." (Dal libro "Si potrebbe andara a Stoccolma" di Simone Pensieroso)

Volevo oggi parlare di questo quartiere svedese che, per quanto ne so, è un unicum in Europa.
L'obiettivo che Stoccolma si è posta, in questo caso, è quello di fare di Hammarby Sjöstad un quartiere che abbia un impatto ambientale pari alla metà dell'impatto sull'ambiente che hanno gli altri edifici di Stoccolma costruiti dagli anni '90 in poi. Tutto è stato studiato a tavolino fin dal primo istante.
L'area utilizzata per l'edificazione viene da una vecchia zona industriale dismessa che sta venendo trasformata in zona residenziale con parchi e verde pubblico. Le fonti di energia sono biogas, carburanti e calore riciclati. L'area prevede un efficiente servizio di trasporto pubblico, piste ciclabili (realtà peraltro già ampiamente diffusa in tutto il resto della città), e l'integrazione di questi servizi con car pooling ed altre iniziative simili. 
I rifiuti vengono riciclati con grande efficienza: l'organico viene convertito in biogas e biofertilizzanti; i rifiuti di carburante vengono trasformati in calore ed elettricità; carta, metalli, vetri e plastica vengono riciclati in nuovi imballaggi. Il tutto viene raccolto in differenti contenitori e spinto tramite pompe a vuoto in zone di raccolta lontane dalle abitazioni dove i camion possono raccogliere e trasportare i rifiuti nelle apposite sedi per il loro riutilizzo.
Anche le acque reflue vengono trattate con particolari sistemi di depurazione per ottenere nuove energie e restituire al mare acqua pulita.
Tutto è studiato ad arte e va a costituire il cosiddetto Hammarby Model, un sistema di vita autosostenibile ed ecocompatibile che produce la propria energia dai propri rifiuti, convertendo tutto ciò che produce e seguendo alla lettera il principio secondo il quale nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.


Hammarby Sjostad
Hammarby Model - Stoccolma, Svezia

Si tratta di un esperimento estremamente interessante ed anticipatore dei tempi. 
Un modello di quartiere ecosostenibile, se in grado di funzionare ed autosostenersi, può veramente rappresentare il futuro delle città del mondo, l'unico futuro possibile se vogliamo preservare l'ambiente in cui viviamo.

Per leggere un ulteriore approfondimento su Hammarby clicca qui 

lunedì 10 settembre 2012

Pizzo dei tre signori

Descrizione breve

Il Pizzo dei Tre Signori, montagna al confine di tre diverse province lombarde, può essere raggiunto da diverse località di partenza: in questa proposta il luogo di partenza è Ornica: da qui un primo tratto in salita in mezzo al bosco porta ad una vallone erboso e da questo si continua a salire fino a raggiungere le rocce abitate unicamente da numerosi stambecchi. Il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche, ma il dislivello in salita è notevole.


Scheda tecnica

Tappe
Ornica (922 m slm) - Agriturismo Ferdi (1415 m slm) - Baita Ciarelli (1629 m slm) - Baita Predoni (1800 m slm) - Bocchetta dell'Inferno  (2306 m slm) - Pizzo dei 3 Signori (2554 m slm) - Ornica

Dislivello complessivo
1632 m

Difficoltà
Da Ornica a Agriturismo Ferdi: Turistico
Da Agriturismo Ferdi a Bocchetta Inferno: Escursionisti
Da Bocchetta Inferno a Pizzo 3 Signori: Escursionisti esperti

Cartina Kompass

n° 105 Lecco Valle Brembana

Tempo di percorrenza
Circa 6 ore

Descrizione dettagliata


Lasciata l’auto ad Ornica un sentiero quasi sempre in salita attraversa la Valle dell'Inferno, dapprima passando per un bosco, e poi per i pascoli. 

Pizzo dei tre signori
Valle dell'Inferno
Lungo il percorso si incontrano numerose baite ed allevamenti di ovini. La salita è piuttosto agevole fino alla Bocchetta dell'Inferno. 

Pizzo dei tre signori
Vista dalla Bocchetta dell'Inferno

Da qui il raggiungimento della cima si fa più complesso facendosi strada tra le rocce tra piccole arrampicate e tratti di sentiero normale. E' comunque un sentiero per lo più agevole, ma molto lungo. L’interesse paesaggistico è notevole, così come di grande impatto può essere l'incontro di stambecchi o camosci che popolano la zona e non hanno alcuna paura degli escursionisti. 

Pizzo dei tre signori
Incontri ravvicinati

pizzo dei tre signori
Incontri ravvicinati 2
Il raggiungimento della cima è molto faticoso, è necessaria dunque un'ottima forma fisica e, possibilmente, una buona preparazione atletica.

domenica 9 settembre 2012

Sformato di zucchine e ricotta

Ingredienti per 2 persone


Zucchine: 1 grossa (circa 250 gr)
Cipolla: 1/4
Ricotta: 100 gr
Uova : 1
Parmigiano e pecorino
Sale
Pepe
Noce moscata
Farina: pochi grammi

E' necessario un frullatore e una piccola teglia da forno

Procedimento


- Tagliare le zucchine a rondelle
- Sbollentare le zucchine per 5 minuti in acqua salata
- Tagliare la cipolla
- In una padella cuocere (a fuoco lento) zucchine sbollentate e cipolla

- Preparare una crema composta da: uovo + ricotta + parmigiano e pecorino grattugiati + sale, pepe e noce moscata

- In un frullatore frullare le zucchine precedentemente preparate in modo da ottenere una crema
- Unire la crema di zucchine con quella di ricotta e uovo

- Imburrare una teglia e ricoprire di un leggero strato di farina
- Versare il composto nella teglia e fare cuocere in forno a 170°C per 30 minuti

E' possibile guarnire con salsa di carote.

Ricetta
Sformato di zucchine