domenica 7 ottobre 2012

Mamma Gamma

Lo sapevate? Quando acquistiamo un'insalata pronta, confezionata già tagliata e lavata, stiamo acquistando un prodotto cosiddetto di IV Gamma, in quanto ha subito una serie di processi lavorativi che lo portano ad essere catalogato come tale. Tali prodotti, oltre ad essere più costosi (anche di 4 o 5 volte) rispetto all'ortofrutta di I gamma, sono anche maggiormente lavorati e dunque sottoposti a trattamenti che ne alterano le capacità organolettiche. Inoltre presentano imballaggi voluminosi per piccole quantità. Uno spreco energetico che ha visto crescere il proprio business del 200% negli ultimi 10 anni in Italia. Un business che può essere invertito e rallentato, solo attraverso l'uso ragionato del nostro potere d'acquisto.

Andiamo a vedere nel dettagli cosa si intende per prodotti di Gamma I, II, III, IV e V:

I prodotti di I Gamma sono i vegetali freschi che vengono messi sul mercato subito dopo la raccolta senza essere sottoposti a particolari trattamenti.
 
Ortofrutta
Prodotti di I Gamma



I prodotti di II Gamma sono invece i classici prodotti in scatola, ossia frutta e verdura che, una volta sottoposta a trattamenti termici a caldo, viene conservata in contenitori di vetro o metallo. La conservazione di questi prodotti si allunga notevolmente rispetto a quelli della I gamma, ma gran parte delle proprietà nutritive vengono perse durante i processi di sterilizzazione e pastorizzazione.

Ortofrutta
Prodotti di II gamma


I prodotti di III gamma sono quelli surgelati: le loro qualità organolettiche rimangono quasi inalterate poichè sono lavorati a freddo. Presentano inoltre una lunga conservazione. Ovviamente, per essere conservati, è necessario mantenere la temperatura sotto lo zero, il che crea un notevole problema energetico.

Ortofrutta
Prodotti di III gamma


I prodotti di IV gamma sono quelli pronti all'uso, ossia frutta e verdura fresca che viene lavata, tagliata e confezionata: solo i prodotti ortofrutticoli più resistenti e perfetti dal punto di vista visivo vengono selezionati in quanto, dovendo subire più cicli di lavaggio (con a volte l'aggiunta di sostanze acidificanti ed antiossidanti per evitare l'imbrunimetno delle foglie) i pezzi più fragili non resisterebbero al trattamento. Una volta lavati e asciugati, i prodotti vengono confezionati in atmosfera modificata. Tutti questi processi, oltre ad alterare le proprietà di frutta e verdura ne fanno lievitare il prezzo in maniera esponenziale, creando al contempo un enorme problema di smaltimento dei rifiuti dovuto all'imballaggio di tali prodotti.

Ortofrutta
Prodotti di IV gamma


Esistono infine anche i prodotti di V gamma che consistono nelle verdure precotte non surgelate (conservate sottovuoto).

Ortofrutta
Prodotti di V gamma


Cosa scegliere?
I prodotti di I gamma sono quelli a minor impatto ambientale, in quanto non richiedono sprechi energetici di trattamento e conservazione e non presentano particolari problemi relativi agli imballaggi. Scegliendo prodotti di stagione inoltre si può sperare che la maggior parte della verdura acquistata sia della zona e non provenga dall'altra parte del globo. Man mano che si scelgono prodotti di gamma II, III, IV etc si aggiungono processi produttivi che alterano le qualità dei cibi, consumano enormi quantitativi energetici e presentano maggiori problemi relativi allo smaltimento dei rifiuti.

Buona scelta !

lunedì 1 ottobre 2012

Latemar Sud

Descrizione breve


Con questo percorso ad anello è possibile ammirare parte del Gruppo del Latemar (Dolomiti, Trentino) senza dover affrontare difficoltà tecniche di rilievo e godendo di splendidi paesaggi. Il dislivello inoltre non è eccssivo. 


Scheda tecnica

Tappe
Oberholz (2150 m slm) - Forcella dei Camosci (2636 m slm) - Rif Torre di Pisa (2671 m slm) - Oberholz

Dislivello complessivo
Circa 600 m

Difficoltà
Escursionisti

Tempo di percorrenza
Circa 3 ore

Cartina Kompass
n° 358 Catinaccio e Latemar

Descrizione dettagliata

Si lascia l'auto presso l'Obereggen. Da qui una seggiovia porta all'attacco (Oberholz) del sentiero 18 che, con un dislivello di circa 500 metri porta alla Forcella dei Camosci dove, in base alla stagione, è possibile ammirare un piccolo lago (in alta stagione è un nevaio, in bassa stagione evapora del tutto). Dalla Forcella si segue un percorso (sentiero 516) per lo più pianeggiante immersi nelle montagne del gruppo. In fondo alla passeggiata un'ultima salita porta infine al Torre di Pisa con la caratteristica Torre e la vicina Finestra del Latemar. 

Latemar
Torre di Pisa
Latemar
Finestra del Latemar
Si può ridiscendere utilizzando il sentiero 18 ed infine il 22 per ritrovare la seggiovia di partenza. Percorso meraviglioso senza particolari difficoltà tecniche.

sabato 29 settembre 2012

Il libro nero dell'agricoltura - Un'inchiesta di Davide Ciccarese

Oggi l'agricoltura si è trasformata in un processo produttivo senza precedenti, una catena di montaggio slegata dall'ambiente che la circonda. Ortaggi fuori stagione percorrono migliaia di chilometri prima di arrivare sulle nostre tavole, sementi ibride e OGM si diffondono a danno delle varietà locali, i terreni sono esausti e le falde acquifere sono sempre più contaminate da concimi chimici e pesticidi, veleni che finiscono nei nostri piatti. Anche gli allevamenti si sono trasformati in fabbriche, in cui gli animali vivono ammassati. Il sogno di sconfiggere la fame nel mondo grazie all'agricoltura intensiva si è infranto contro la diffusione di malattie come il morbo della mucca pazza o l'influenza aviaria ed eventi come la progressiva scomparsa delle api rischiano di avere effetti catastrofici sull'equilibrio del pianeta.
La minaccia è globale: l'agricoltura deve essere ripensata per soddisfare i bisogni di una popolazione mondiale in costante crescita e diventare allo stesso tempo uno strumento di riscatto sociale ed economico nel ripetto dell'ambiente. Ci sarà bisogno di nuove parole dal sapore antico: prossimità, stagionalità, sovranità e sicurezza alimentari. Ma, soprattutto, l'uomo dovrà imparare a comportarsi da ospite e custode del pianeta.

Di tutto questo e tanto altro ci parla nel suo libro inchiesta sull'agricoltura Davide Ciccarese, Segretario di Acli Terra Lombardia (associazione professionale di imprenditori agricoli) e Presidente dell'associazione Nostrale (progetto di promozione del consumo consapevole e di progetti di sviluppo agricolo sostenibile).

un inchiesta di Davide Ciccarese
Copertina del libro
Si tratta di un libro molto interessante che affronta tutti i problemi relativi all'agricoltura moderna (oltrechè degli allevamenti industriali), e che spiega come si è arrivati alla situazione attuale attraverso una lunga analisi storica della nascita, crescita e sviluppo dell'agricoltura stessa.
Numeri alla mano, viene evidenziato come il sistema agricolo attuale sia destinato a collassare su se stesso, dal momento in cui la popolazione mondiale continua ad aumentare, parallelamente alla continua diminuzione delle superfici coltivabili disponibili: la terra, irrimediabilmente ammalata a causa dell'uso sconsiderato di pesticidi e prodotti chimici velenosi, è sempre più soggetta ai fenomeni di erosione e desertificazione, e perde dunque la sua fertilità, anche a causa delle monocolture intensive che limitano la biodiversità e consumano i terreni impoverendoli sempre maggiormente.
E' inoltre sempre minore la terra a disposizione a causa della inarrestabile cementificazione ed espansione delle città: le campagne, che un tempo formavano un tuttuno con i centri abitati, sono adesso relegate in confini sempre più stretti dove è necessario produrre sempre di più. Le città, d'altra parte, formano delle isole di cemento che devono importare tutte le risorse dall'esterno essendo ben lontane dall'essere autosufficienti. Si innesca così il ciclo dei trasporti in entrata (di risorse) ed in uscita (di rifiuti) con un considerevole consumo di energia globale.
Un intero capitolo è dedicato alla Grande Distribuzione Organizzata (GDO) che è forse la maggiore responsabile di tutti questi problemi a causa delle sue politiche di vendita.
La GDO infatti basa i propri affari puntando tutto su una politica al ribasso dei prezzi e sulla quantità a discapito della qualità. I produttori (i contadini e gli allevatori) vengono pagati talmente poco che in pratica per loro si tratta solo di un rimborso spese. I produttori sono costretti ad accettare queste condizioni ed a volte si indebitano pur di non essere esclusi dal sistema. Devono quindi a loro volta risparmiare sulle proprie risorse e produrre il più possibile in tempi brevi. Per questi motivi i campi non vengono più messi a riposo, le monocolture vengono preferite alla colture diversificate, per spingere al massimo la produttività vengono impiegati fertilizzanti e pesticidi. Il risultato è costituito da verdure dall'aspetto perfetto, ma con scarse qualità organolettiche, mentre i campi si impoveriscono sempre di più. Ma questo alla GDO non interessa: se un campo smette di essere produttivo se ne sceglie un altro, o addirittura se ne scegli un altro solo perchè più economico e niente più viene prodotto e consumato a livello locale, ma tutto diventa globale: le arance, ad esempio, vengono acquistate a prezzi bassi dalla Spagna, mentre le eccellenti qualità di agrumi siculi vengono lasciate marcire sui campi perchè troppo costose. Nuove realtà produttive vengono scelte in Ungheria e Romania, solo perchè più economiche ed i prodotti fanno enormi giri in tutto il mondo prima di raggiungere le nostre tavole.
Si raggiungono paradossi incredibili di prodotti locali che vengno letteralmente buttati per lasciare il posto a importazioni di dubbia qualità, ma dal sicuro interesse economico: le GDO hanno un enorme guadagno sui prodotti venduti a scapito dei contadini che invece sono sempre più sull'orlo del fallimento (e non manca la piaga del lavoro nero).
Lo scenario è dunque inquietante ed insostenibile e l'unico modello di sviluppo possibile diventa a questo punto una fase di regressione in cui piccoli spazi agricoli vengono recuperati a livello locale a scopo autoproduttivo. Accorciare le filiere e ritrovare il senso dell'azienda agricola che era in grado da sola di produrre e riciclare gli scarti, dando alla natura il tempo di assorbire, crescere e produrre senza forzature, senza agenti inquinanti esterni, permettendo il riposo e la rotazione delle colture, sfruttando le energie a disposizione. Non è una semplice lode ad un ritorno al passato, ma è un uso ragionato delle risorse ed i macchinari a disposizione, affinchè si riesca a produrre il giusto, per tutti, in maniera ecosostenibile.

Ma il sistema non può muoversi da solo. Come sempre una grossa spinta la può dare il consumatore: informandosi, scegliendo i prodotti che acquista, prediligendo il cibo locale e di qualità, facendo fallire la politica della GDO per un futuro più equo e pulito per tutti.
Come ho spesso concluso molti dei miei post, il mio augurio è: Buona spesa a tutti !

lunedì 24 settembre 2012

Pizzo Redorta

Ascesa al Pizzo Redorta (in uno o due giorni) in Val Bondione, in ambiente di alta montagna, nel mezzo delle Orobie Bergamasche. Da Fiumenero (paese di partenza) fino al rifugio Baroni non ci sono problemi tecnici, dal rifugio al pizzo si attraversa un ghiacciaio (ramponi) cui segue facile arrampicata. Attenzione alla roccia orobica molto cedevole.

Scheda tecnica

Tappe
Fiumenero (795 m slm) - Rifugio Baroni al Brunone (2295 m slm) - Pizzo Redorta (3038 m slm)

Dislivello complessivo
Circa 2250 m

Difficoltà
Da Fiumenero al Rif. Baroni: E
Da Rif. Baroni a Pizzo Redorta: EEA+ (ramponi e corde, alpinistica facile)


Cartina Kompass
n° 104 Foppolo Valle Seriana

Tempo di percorrenza
Primo giorno (Fiumenero - Rif Baroni): circa 4 ore
Secondo giorno (Rif Baroni – Pizzo Redorta - Fiumenero): circa 7 ore

Descrizione dettagliata
Dal parcheggio del cimitero di Fiumenero in Valbondione, si imbocca il sentiero 227 che, in circa 4 ore di cammino e per un dislivello di 1500 metri, porta al rifugio Baroni al Brunone. Il percorso si snoda all'interno di un bosco di latifoglie costeggiando (ed a volte attraversando) un torrente fino ai 1200 metri di altitudine.

Pizzo Redorta
Lungo il sentiero

Successivamente il bosco lascia spazio al prato (e qualche pino solitario) in uno scenario imponente di montagne scoscese. La salita si fa quindi più decisa fino al rifugio Baroni, contornato da picchi rocciosi.

Pizzo Redorta
Rifugio Baroni al Brunone
E' possibile dormire al rifugio.

Pizzo Redorta
Vista notturna dal rifugio

Alternativamente è possibile continuare l'ascesa verso il Pizzo Redorta attraversando un sentiero inizialmente semplice e poi caratterizzato da qualche tratto leggermente più complesso fino ai piedi di un ghiacciaio (la vedretta di Scais), per l'attraversamento del quale sono necessari i ramponi.

Pizzo Redorta
Vedretta di Scais
Dopo 20 minuti di passaggio su ghiacciaio si arriva ad una bocchetta dalla quale si può puntare alla vetta. Ci si trova qui di fronte ad una semplice via alpinistica, le cui insidie maggiori sono dovute alla cedevolezza della roccia orobica. E' assolutamente necessario verificare bene la solidità di ciascun appiglio prima di puntare il peso o agganciare una corda. L'arrampicata presenta le maggiori difficoltà nel punto inziale, per poi farsi più semplice, fino al raggiungemtno della cima aerea.

venerdì 21 settembre 2012

Ecomondo - Tecnologie InnovAttive

Si svolgerà a Rimini Fiera tra il 7 e il 10 novembre 2012 la 16° Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile, un punto di incontro per esperti del settore per la discussione di importanti tematiche ambientali quali la gestione dei rifiuti, delle risorse primarie (acqua, aria, suolo) e la protezione ed il ripristino ambientale.
Ci saranno seminari, eventi, tavole rotonde, e opportunità di marketing, il tutto organizzato in settori espositivi tematici.

La tematica principale della manifestazione sarà il ciclo completo del rifiuto (sezione espositiva "Waste") con la presentazione di attrezzature e sistemi integrati per la corretta gestione del rifiuto e di tecnologie per la massimizzazione del riciclo.
Inertech presenterà il "Salone sul riciclaggio nel mondo delle costruzioni", focalizzandosi sulle attrezzature per la demolizione e riciclaggio dei materiali stradali (inerti, componentistica, conglomerato bituminoso)
Oro Blu sarà la sezione dedicata al trattamento e al riuso delle acque reflue mentre Air si occuperà del medesimo problema riguardante l'aria, con una interessante parte dedicata al tema dell'indoor residenziale.
ReclaimExpo presenterà il "Salone Internazionale sulle Tecnologie di Bonifica e la Gestione dei Siti Contaminati", un momento di confronto tra ricercatori, tecnici e progettisti impegnati sul fronte delle bonifiche e riqualificazioni di ex aree industriali dismesse.
Città Sostenibile sarà un'area espostiva coperta di 5000 mq in cui verrà ricostruita una porzione di città sostenibile ideale caratterizzata da risparmio idrico, qualità dell'aria, gestione e riciclo dei rifiuti, verde pubblico, illuminazione sostenibile.
Cooperambiente presenterà le eccellenze della cooperazione italiana nei servizi e gestione del ciclo dei rifiuti, nelle energie rinnovabili, nella mobilità sostenibile, nella gestione delle aree verdi e delle per il risparmio energetico.
Verrà ospitata Key Energy, Fiera Internazionale per l'Energia e la Mobilità Sostenibile.
Uno spazio espositivo sarà infine dedicato a laboratori, mostre, workshop sui temi dell'ambiente e dell'energia.
Dovremmo essere presenti anche noi con il nostro video arrivato secondo al concorso indetto da Acquisti Verdi sui 100 secondi per il consumo sostenibile, di cui avevo già parlato in questo post



L'ingresso alla manifestazione è a pagamento (15 Euro al giorno, 25 Euro per due giorni) o su invito. Gli espositori rimarranno aperti tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00 (il sabato fino alle 17:00)

Informazioni sul sito ufficiale: www.ecomondo.com

giovedì 20 settembre 2012

Bretzeln

Ecco una ricetta (leggermente modificata dall'originale nella quale al posto del bicarbonato ci va la soda caustica) dei bretzeln, tipico snack tedesco

Ingredienti (per 4 bretzeln)


Farina 00:         250 gr
Burro:               25 gr
Bibarbonato      1,5 cucchiai
Acqua               1 L
Lievito               1 cubetto (o una bustina); meglio ancora usando la pasta madre
Sale                   6 gr
Zucchero           6 gr
Sale grosso

Procedimento


Impastare assieme tutti gli ingredienti (avendo a cura di non mescolare assieme lievito e sale):
  • Sciogliere il sale in metà dell'acqua
  • Unire l'altra metà di acqua al lievito, zucchero, burro e farina
  • Unire al composto l'acqua con il sale disciolto
  • Fare lievitare mezzora
  • Dividere l'impasto in 4 panetti e dare ad ognuno la forma tipica del bretzeln
  • Far bollire 1 L d'acqua 
  • Aggiungere il bicarbonato 
  • Immergere per qualche minuto i bretzeln uno alla volta nell'acqua col bicarbonato
  • Raccogliere poi i brezeln con una schiumarola e porli sulla teglia del forno
  • Aggiungere il sale grosso sulla superficie
  • Infornare a 200 °C per 20 minuti
Pane tedesco
Bretzeln

venerdì 14 settembre 2012

Legnone


Descrizione breve

Il Monte Legnone è un classico della Lombardia con ampio e appagante panorama di vetta. Questo trekking propone un impegnativo giro ad anello, ma è anche possibile, una volta giunti in vetta, scendere per lo stesso sentiero dell'andata, facilitando il percorso. Se si effettua il giro ad anello proposto va considerato che il sentiero che collega i rifugi Griera e Roccoli Lorla è un saliscendi con molti tratti attrezzati che possono essere divertenti, ma anche faticosi, specie se affrontati verso il termine della gita quando si è già stanchi

Scheda tecnica

Tappe
Rif. Roccoli Lorla (1463 m slm) - Bivacco Ca de Legn (2146 m slm) - Vetta Legnone (2609 m slm) - Rif Griera (1734 m slm) - Passo della Stanga (ca 1800 m slm) - Rif Roccoli Lorla

Dislivello complessivo
1400 m ca

Difficoltà
Da Roccoli Lorla a Bivacco Ca de Legn: Escursionisti
Da Bivacco Ca de Legn a Vetta: Escursionisti esperti
Da Vetta a Rif. Griera: Escursionisti
Da Rif Griera a Rif Roccoli Lorla: Escursionisti esperti (Attrezzata)

Cartina Kompass
n° 105 Lecco Valle Brembana

Tempo di percorrenza
Circa 8 ore (5 ore se si sale e si scende dallo stesso sentiero)

Descrizione dettagliata

Lasciata l’auto al Rif Roccoli Lorla il percorso si snoda inizialmente all'interno di un bosco in direzione est, con alternanza di tratti in salita ed in piano e di piccoli tratti in discesa. 

Legnone
Bosco iniziale
Si arriva ad un bivio: proseguendo dritti si affronta la prima dura salita verso il Legnone fino al bellissimo punto panoramico su cui sorge il Bivacco Ca de Legn.

Legnone
Capre lungo il percorso
La vetta è a questo punto ben visibile

Ca de Legn
Vetta del Legnone vista dal Bivacco ca de Legn
Ciononostante è necessaria ancora una ripida salita (con brevi tratti attrezzati con corda metallica) fino all’ultimo tratto di divertente arrampicata (facilitata da corda metallica e qualche piolo). 

Legnone
La croce di vetta
Per la discesa si può effettuare lo stesso percorso al contrario, oppure prendere la facile, ma lunga strada zigzagante che porta al rifugio Griera e, da questo, il sentiero che, passando per il Passo della Stanga, riporta al Rif Roccoli Lorla. Quest’ultimo sentiero non va sottovalutato: infatti presenta vari saliscendi attrezzati e parzialmente esposti che fanno del sentiero una via per escursionisti esperti.