domenica 13 gennaio 2013

Perù e Bolivia (21 gg) - Parte seconda: Lago Titicaca

Giorno 6 - Viaggio Cusco - Puno col treno delle Ande

Ci sono alcune cose, in Perù, che contrastano fortemente con il livello economico di base di questa nazione: tra queste c'è l'Andean Explorer, il treno andino che collega le città di Cusco e Puno. E' un treno pensato esclusivamente per i turisti: è infatti un treno di lusso, in cui si è serviti e riveriti, con pranzo a bordo, cocktails, sfilate di moda ed intrattenimenti musicali dal vivo di vario genere. Il tutto a prezzi decisamente europei ! Inquietante pensare che una delle carrozze del treno è pensata per i locali e, a prezzi decisamente peruviani, non prevede alcun tipo di servizio come invece succede per gli altri ospiti. Disparità a parte (evitabili solo servendosi di un bus), il treno attraversa scenari fantastici, tra pampa e montagne, arrivando ad un altezza massima di circa 4300 metri e giungendo, dopo circa 7 ore, alla città di Puno, sulle rive del Lago Titicaca a 3600 metri di altitudine sul livello del mare.

Andean Explorer
Sul treno delle Ande

Qui avevamo, ancora una volta, un albergo prenotato da Perù Etico che ci ha organizzato, per il giorno successivo l'escursione (con notte inclusa) all'Isola di Taquile. Purtroppo abbiamo passato una notte in bianco a causa dell'indigestione di una trota servitaci in un ristorante.

Giorno 7 - Lago Titicaca, Isole galleggianti Uros, Taquile

Il programma del giorno prevedeva di imbarcarci al porto di Puno e navigare parte dell'immenso Lago Titicaca per raggiungere infine l'isola di Taquile. Prima però era prevista una sosta alle isole galleggianti Uros. Si tratta di isole artificiali costruite tramite giunchi: è incredibile ma, su una base di questi giunchi, gli abitanti di queste isole costruiscono le proprie capanne e, tramite un pannello solare, riescono anche ad avere la corrente elettrica.

Lago Titicaca
Isole galleggianti Uros sul Lago Titicaca
Ma ancora più incredibile è l'isola di Taquile dove vive una comunità di poche centinaia di persone in modeste case di fango. In quest'isola in mezzo al Lago, che per colori e vegetazione ricorda la Sardegna, questa comunità vive una vita semplice fatta di agricoltura ed allevamento.

Lago Titicaca
Isola di Taquile sul Lago Titicaca

Alcuni abitanti producono oggetti artigianali che vendono ai turisti in visita. Consiglio assolutamente di fermarsi a dormire la notte presso gli abitanti di quest'isola che ospitano i turisti nelle proprie capanne. L'atmosfera che si respira è di altri tempi. Sembra di vivere fuori dal mondo con ritmi e consuetudini completamente diverse dalle nostre. Vedere gli abitanti di quest'isola così sereni e rilassati fa riflettere sul nostro stile di vita e fa venir voglia di riconsiderare la proprie convinzioni ed idee sulla felicità. Ovviamente è necessario adattarsi a dormire su un letto non proprio comodo e non avere un vero e proprio bagno, ma piuttosto una semplice tazza con 4 mura attorno. Ma veramente vale la pena fermarsi a dormire qui per vivere appieno la magia del luogo che, in una visita in giornata si perderebbe del tutto (anche perchè le ore di navigazione sono molte). Noi decidiamo di acquistare da Sebastian, un abitante del luogo, una tovaglia da lui prodotta. La sua reazione al nostro acquisto è inaspettata: ci ringrazia e ci abbraccia calorosamente, esprimendo una tenerezza veramente commovente.
Poco dopo le 20:30, dopo aver cenato, andiamo a dormire nella capanna a noi destinata.

Giorno 8 - Taquile

Di mattina, andiamo a visitare la spiaggia più grande dell'isola, un posto paradisiaco (peccato che l'acqua sia troppo fredda per poter fare il bagno).

Lago Titicaca
La spiaggia di Taquile
Poi, per pranzo, torniamo a "casa" e, successivamente, ci imbarcano nuovamente per il ritorno a Puno


Giorno 9 - Viaggio Puno - La Paz

Abbiamo scelto di fare il viaggio Puno - La Paz con Transturin, una ditta che effettua il trasporto associandoci alcune visite in tappe intermedie. Siamo partiti dunque di prima mattina da Puno con un bus e siamo arrivati alla frontiera Perù-Bolivia. Qui, in un'atmosfera surreale (resa forse ancora più strana da uno sciopero boliviano), abbiamo compiuto le pratiche amministrative che consistono nel passaggio dall'ufficio peruviano a quello boliviano con passaporto alla mano e cartoncino che testimonia la nostra permanenza in Perù o Bolivia. Nell'ufficio boliviano era presente un solo impiegato che amministrava le pratiche ascoltando la radio a tutto volume. Nel frattempo i bagagli venivano trasportati dal bus ad una barchetta nella quale ci saremmo presto imbarcati utilizzando come mezzo di trasbordo delle biciclette ! Dopo circa un'ora tra pratiche amministrative e imbarco siamo arrivati, tramite barchetta, ad un più grande catamarano che ha iniziato la navigazione verso la sponda Sud del Lago Titicaca. Giunti a Copacabana, siamo sbarcati per pochi minuti per la visita alla chiesa della città, ma siamo presto ripartiti per giungere alla splendida Isola del Sole dove è stato realizzato un'orto botanico ed un museo sulla cultura inca.

Lago Titicaca
Vista dall'Isola del Sole sul Lago Titicaca

Dal lago Titicaca ora si iniziano a vedere la Cordigliera Reale con vette altissime piene di ghiacciai.
Ripreso il catamarano siamo infine arrivati alla sponda meridionale del lago dove un bus ci aspettava per l'ultimo tratto del viaggio (su strada) verso La Paz.
L'arrivo a La Paz è stato emotivamente intenso. La strada infatti non arriva direttamente in città ma a El Alto, una perfieria di La Paz divenuta città a se stante che appare tremendamente povera e decadente, il tutto a 4000 metri di altezza. Il bus ha attraversato tutta El Alto arrivando infine alla cime della enorme conca che ospita la città di La Paz. Essendo già sera, lo spettacolo che ci si è parato davanti è stato strepitoso: migliaia di luci disseminate su un dislivello di circa 1000 metri! La Paz appare enorme e incredibilmente scoscesa. Il traffico, in centro, è delirante. La auto si sfiorano rischiando incidenti ogni minuto, le persone, a centinaia, affollano le strade, tra venditori ambulanti e pedoni vari.
A La Paz siamo stati molto fortunati ad aver prenotato l'albergo Cruz de Los Andes che, per pochi euro, ci ha ospitato in un ambiente caldo e confortevole, nonchè pulito e decoroso. L'albergo è abbellito da murales su tutte le pareti. C'è internet a disposizione dei clienti e persino un tavolo da biliardo.

martedì 8 gennaio 2013

Perù e Bolivia (21 gg): parte prima: Cusco, Valle Sacra, Machu Picchu

Introduzione

Come dice Gabriel Garcia Marquez l'America del Sud è il luogo dove "la realtà supera di gran lunga la fantasia": è così ! Lì tutto può succedere: si può perdere il senso dell'orientamento in sconfinati deserti e perdere il senso di umanità nelle megalopoli senza fine, si può venire derubati del portafogli sentendosi dire dalla polizia "torni domani per la denuncia", ed essere abbracciati per una acquisto di pochi soldi dall'artigiano che ti sta vendendo il suo prodotto. Natura e umanità raggiungono il loro massimo livello, nel bene e nel male, dando vita ad un continente incredibile, variopinto, inusuale ed estremamente interessante.
Vado qui a proporre un itinerario di 21 giorni alla scoperta di parte dell'America Latina, ed in particolare focalizzando l'attenzione su Perù del Sud e Bolivia (parte andina), riportando la mia esperienza e gli aneddoti che l'hanno caratterizzata, in un viaggio che è stato per me (e per mia moglie), indimenticabile...anche perchè è stato il nostro viaggio di nozze. Si tratta di un percorso che si è sviluppato per lo più ad alta quota tra paesi, città e luoghi naturali che raramente si trovano al di sotto dei 3000 metri di altitudine sul livello del mare, per cui posso consigliarlo solo a persone che non hanno particolari problemi di salute e che non soffrono dei disturbi correlati all'alta quota. E' un viaggio altrimenti piuttosto facile ed è possibile farlo in maniera del tutto autonoma organizzando indipendentemente le proprie tappe e sistemazioni. Noi abbiamo organizzato tutto dall'Italia tramite Internet affidandoci alcuni dei nostri tour ad agenzie locali (come ad es Perù Etico e Ruta Verde, vedi descrizioni lungo la descrizione delle varie tappe) senza quindi fare uso di alcuna agenzia turistica. Partiamo dunque alla scoperta delle Ande Peruviane e Boliviane.

Giorno 1 - Lima

A seconda che in Italia ci sia o meno l'ora legale, sono rispettivamente 7 o 6 le ore di differenza rispetto al Perù. Partendo dunque dall'Italia la mattina si arriva a destinazione (Lima) nel primo pomeriggio ora locale, anche se in realtà sono passate 11 ore di volo. Il consiglio per adattarsi il più velocemente possibile al fuso orario, è quello di sforzarsi di rimanere svegli fino a sera per poi andare a gustarsi il meritato riposo. E' proprio così che abbiamo fatti noi, andando a dormire (ora locale) verso le dieci di sera. Di Lima, il primo giorno, non abbiamo visto nulla in quanto siamo stati trasportati dall'aeroporto al nostro albergo (Casa Yolanda, che non consiglio) con un'auto privata e non siamo usciti nemmeno per una rapida passeggiata. Ma le nostre impressioni sulla città sono state tutte negative: ci è apparsa infatti come una città cupa, inquinata, trafficata, delirante e pericolosa. In particolare ci ha impressionato l'atmosfera uggiosa ed abbiamo scoperto che a Lima il tempo è nuvoloso 300 giorni l'anno in quanto, dietro la città, le Ande bloccano tutte le nuvole che arrivano dal mare, che rimangono dunque a stazionare sulla metropoli. Questa copertura nuvolosa continua (e senza pioggie) è definita "garrua" e dopo una mezza giornata passata qui, già la odiavamo.

Giorno 2 - Cusco

Il viaggio vero e proprio è cominciato il secondo giorno, quando ci siamo diretti a Cusco. Per arrivare a destinazione abbiamo optato per un volo interno e ci siamo trovati benissimo con la compagnia TACA (ma esiste anche la linea LAN). Arrivati a destinazione, un auto ci è venuta a prendere e ci ha portato al nostro albergo che ci è piaciuto moltissimo e che dunque consiglio vivamente come struttura presso cui soggiornare: si tratta di "Piccola Locanda", un albergo gestito da alcuni ragazzi peruviani con l'aiuto di Paola, ragazza italiana che fa parte di "Perù Etico", un'associazione che si occupa di progetti sociali. E' possibile organizzare dei tour in tutto il Perù con questa associazione che, oltre ad i classici giri turistici, organizza delle visite ai propri progetti che riguardano principalmente case famiglia per bambini e ragazzi disabili o con problematiche familiari. Nel nostro caso abbiamo scelto un giro di due giorni per la Valle Sacra degli Inca con terzo giorno a Machu Picchu e ci siamo nuovamente affidati a Perù Etico per organizzare una seconda parte del viaggio a Puno, sul lago Titicaca per poter soggiornare a Taquile (vedi in seguito). Arrivati alla Piccola Locanda di Cusco siamo stati affidati a Camilo, un ragazzo che è ben lontano dalla classica guida turistica: Camilo è infatti innamorato del suo Perù, ne ha studiato a fondo la storia ed è sempre pronto a spiegare qualsiasi cosa in maniera cordiale ed amichevole, evidenziando anche quali sono i buchi che la storia ha lasciato e le incertezze ed i dubbi che ancora nessuno è riuscito a spiegare.
Cusco è una città molto gradevole. A 3400 metri sul livello del mare, ha un centro bellissimo in cui si alternano rovine inca e pre-inca alle chiese coloniali degli spagnoli.

Perù

Cusco

L'altitudine può creare alcuni disturbi come mal di testa, mal di stomaco etc, il cosiddetto "soroche". Il rimedio locale si basa sulle foglie di coca che vengono masticate o utilizzate per infusi. Che funzioni o meno non lo so, ma problemi con l'altitudine non ne abbiamo avuti. Un consiglio è quello di mangiare leggero: per cena infatti abbiamo scelto di mangiare zuppa (ottima quella di quinoa, un cereale locale) all'ottimo ristorante Kusikuy, nei dintorni della Plaza de las Armas (la splendida piazza principale).


Giorno 3 - Cusco, Tambomachay, Puka Pukara, Kenko, Sachsauaman

Il terzo giorno è iniziato il nostro giro con Camilo che ci ha fatto fare come prima cosa una passeggiata a Cusco e al Mercato di San Pedro (dove è possibile vedere circa 40 delle 10.000 diverse specie di patate che esistono in Perù!) e poi ad alcune rovine inca nei dintorni della città: Tambomachay, PukaPukarà, Kenko e Sachsahuaman, la più interessante.

Cusco
Le rovine di Sachsahuaman

Nel pomeriggio abbiamo visitato il Monastero di Santo Domingo o Tempio del Sole caratterizzato da mura inca e chiostro coloniale (splendido) e il MAP (Museo di Arte Pre-colombina che tratta le civiltà di Chimu, Nazca, Mochica e Chapay). Di sera, visita alla casa famiglia di San Sebastian (periferia di Cusco) che si occupa di bambini disabili, un progetto bello ed impegnativo che coinvolge anche alcuni ragazzi italiani che ci lavorano come volontari.

Giorno 4 - Machuqolqa, Moray, Maras, Aguas Calientes

Sempre in compagnia di Camilo, la nostra giornata si è svolta nella Valle Sacra degli Inca, con la visita, in particolare, a 3 siti archeologici: il primo, Machuqolqa, rappresenta una vera e propria struttura frigorifera artificiale ricavata sul terreno: sfruttando la particolare climatologia del luogo gli inca la utilizzavano per conservare le proprie derrate alimentari.
Il secondo, Moray, era un laboratorio biologico: una seria di terrazzamenti circolari ricreava altrettanti microclimi all'interno dei quali sperimentare le migliori forme di agricoltura: tale sistema, utilizzato anche nei tempi moderni, è stato recentemente dichiarato sito archeologico e quindi dismesso dal suo uso primario.

Valle Sacra degli Inca
Il laboratorio biologico di Moray

Il terzo, Maras, è una salina: a più di 3000 m di altezza dalla montagna fuoriesce un torrente salato: l'acqua viene raccolta in enormi vasche e lasciata evaporare in modo che il sale possa essere successivamente raccolto: è un sito per vedere il quale si paga un biglietto di ingresso: è però allo stesso tempo un luogo di lavoro, una cosa da tenere presente nel momento in cui si effettua la visita, per non essere irrispettosi nei confronti dei lavoratori.

Valle Sacra degli Inca
La salina di Maras

La giornata prevedeva poi la visita ad una casa famiglia (rientrante nel progetto di Perù Etico) ossia quella di Urubamba, che accoglie bambini e ragazzi con alle spalle storie familiari difficili.
Dopo la visita (e il pranzo) alla casa famiglia, Camilo ci ha accompagnato fino a Ollantaytambo, una delle altre città presenti nella vallata dalla quale parte il treno (Inca Rail) per Aguas Calientes, il paese più vicino a Machu Picchu.
Aguas Calientes è un posto molto turistico che dà l'impressione di essere finto: in effetti, fino a qualche anno fa, non era altro che un piccolo villaggio, che si è poi trasformato in un luogo di ricezione turistica basato unicamente su hotel e ristoranti. Bisogna prenderla per quello che è: una base di appoggio per andare, il giorno dopo, a Machu Picchu: è infatti altamente consigliabile visitare il sito di prima mattina, prendendo il primo bus disponibile all'alba in modo da evitare le orde di turisti che iniziano ad arrivare intorno alle 10:00.
A Ollantaytambo abbiamo dunque preso il treno che ci ha portato ad Aguas Calientes dove abbiamo cenato (presso il ristorante Indios Feliz, piuttosto buono) e poi dormito (presso l'hotel Inti Winay Wayna, pulito e decoroso, seppure anonimo).

Giorno 5 - Machu Picchu

Come da programma sveglia all'alba (alle 4:30) e, dopo una veloce colazione, di corsa alla stazione dei bus per mettersi in coda e prendere le prime corse (il primo in assoluto parte alle 5:30). Dopo una mezzora di tornanti di sterrato in salita siamo arrivati all'entrata del sito. Qui una nuova coda per entrare. Queste code sono in realtà un semplice assaggio di quelle che si formano in orari più tardivi.
Il sito di Machu Picchu non delude la fama e le attese. E' una meraviglia. Una cosa unica. Una intera città inca perfettamente conservata all'interno di uno scenario montano senza paragoni.
Consiglio, oltre la visita della città, anche la salita al Wayna Picchu, quella montagna che si vede sullo sfondo di tutte le classiche foto che si vedono del sito. Da lì si gode una panoramica insolita, e si approffita per fare almeno un tratto di strada a piedi se non si è effettuato l'Inca Trek per arrivare al Machu Picchu. Per fare questa escursione è necessario però dare il proprio nominativo con alcuni giorni di anticipo perchè il numero di ingressi giornalieri è limitato (Perù Etico aveva incluso questo nell'organizzazione del nostro giro).

Wayna Picchu
Vista di Macchu Picchu dal Wayna Picchu
La nostra visita, compresa l'escursione al WaynaPicchu è durata tutta la mattinata. Abbiamo poi ripreso il bus per tornare ad Aguas Calientes e, da lì, dopo un rapido pranzo all' Inka Wasi (buono ma costoso), il treno per tornare ad Ollantaytambo dove ci sono venuti a prendere con la macchina per riportarci a Cusco, alla Piccola Locanda.
A Cusco abbiamo cenato nel pittoresco quartiere di San Blas all'ottimo ristorante Pacha Papa facendoci servire carne di Alpaca, papa rellena (patata fritta ripiena) e quinoa.



domenica 6 gennaio 2013

Insalata di rinforzo

Tipico piatto napoletano facilissimo e veloce da preparare. Esistono diverse versioni (con o senza alici), probabilmente dovute al gusto personale di chi la prepara...

Ingredienti

- Cavolfiore
- Olive verdi e nere
- Capperi
- Sottaceti
- Alici

Procedimento


Pulire il Cavolfiore delle foglie e della parte interna più dura. Tagliarlo in pezzi e farlo lessare in acqua bollente per non più di 10 minuti
Scolare e fare raffreddare il cavolo, condire poi con sale, olio e aceto ed aggiugere gli altri ingredienti a piacere. Gustata il giorno successivo alla preparazione è ancora più buona perchè gli ingredienti risultano meglio mescolati: se la si prepara per il giorno stesso, è buona norma mettere l'insalata di rinforzo una mezzora in frigo prima di servire.

Note

Come riportato nel Manifesto della frutta e della verdura in base alle stagioni, il cavolfiore si adatta perfettamente alle ricette autunnali ed invernali.

venerdì 21 dicembre 2012

Uso, riuso, riciclo

Vorrei oggi parlare di alcuni oggetti che tutti noi vediamo, ma che nessuno di noi guarda...oggetti di cui entriamo in possesso ogni giorno e di cui ci sbarazziamo nel momento stesso in cui ne veniamo in possesso...
Gli imballaggi !

Viviamo nel mondo degli imballaggi.
Diamo un'occhiata dentro ai supermercati. Cosa vediamo? Frutta, verdura, carni, uova, formaggi, dolciumi, pane, bevande, insomma ogni ben di dio.
Ora vi dico cosa vedo io: sacchetti, confezioni, plastica, vetro, alluminio, carta.
Stiamo vedendo le stesse cose: ogni alimento infatti è confezionato più e più volte: alcune patatine fritte sono confezionate in pacchetti a loro volta inseriti in un pacco più grande. I cibi pronti sono confezionati in monodosi (o dosi per due): vaschette, pellicole, imballaggi di ogni tipo avvolgono i prodotti.

vetro, carta, cartone, plastica, metalli
Il mondo degli imballaggi



Quando andiamo al supermercato, la metà della nostra spesa serve a pagare gli imballaggi, quelle cose che non utilizziamo mai, ma che buttiamo direttamente nella spazzatura.

Compriamo delle cose che buttiamo e che per essere riciclate implicano ulteriori spese ed inquinamento !

Non contenti di ciò, a volte compriamo ulteriori imballaggi perchè ci servono: la pellicola trasparente, la carta da forno, il rotolo di alluminio, i sacchetti di plastica. Forse non vediamo che questi prodotti già ci vengono forniti in forma di imballaggio. E' il colmo: quelli li buttiamo e poi ne compriamo di nuovi.

Ma da consumatori responsabili possiamo pensare. Riflettere. Essere critici. Agire di conseguenza.
Praticare l'uso, il riuso. E solo alla fine, il riciclo.

Mi spiego meglio con un esempio.
Se andiamo a comprare dell'affettato al bancone della gastronomia, in che forma riceviamo il prodotto? L'affettato viene adagiato su un foglio di carta alluminio sul quale è posto un foglio di plastica trasparente. Sopra l'affettato viene poi posto un'ulteriore foglio di plastica trasparente ed il tutto viene avvolto nell'alluminio. Il prodotto viene infine inserito in un sacchetto di carta.
Cosa possiamo ricavare da questo prodotto? Oltre al nostro affettato possiamo conservare il foglio di alluminio ed il sacchetto di carta. Il primo può essere utilizzato proprio come il foglio di alluminio che strappiamo dal rotolone comprato nuovo, mentre il sacchetto può avere svariati usi e riusi.
Inoltre i fogli di alluminio, non si degradano così velocemente: se li abbiamo usati una volta per avvolgere un alimento e non si sono sporcati, perchè non riutilizzarli una seconda volta, una terza e così via, finchè quei fogli non sono realmente o sporchi o inutilizzabili?
Guardiamo, quando facciamo la spesa, tutti gli imballaggi che ci vengono forniti: li abbiamo pagati con la nostra spesa. Impariamo a riutilizzarli, ad inventarne nuovi usi. Le vaschette possono essere riutilizzate centinaia di volte, un foglio di carta da forno può essere usato due-tre volte prima che si rovini: anche la vita degli imballaggi può essere allungata, diminuendo la quantità di rifiuti e risparmiando sui costi finali: praticamente, sfruttando gli imballaggi a disposizione non avremo più bisogno di comprare buste, sacchetti, contenitori, perchè ne saremo già pieni !
Basta guardare veramente ciò che si ha e ragionare. Sprattutto riflettere due volte prima di cestinare un qualsiasi oggetto chiedendosi: ho veramente utilizzato questo oggetto? L'ho sfruttato al massimo? Posso rutilizzarlo in qualche modo? Posso evitare di buttarlo ed introdurlo dunque nella lunga catena dei rifiuti con tutto il suo carico di inquinamento e spesa energetica?

In questo periodo, tempo di regali natalizi, doni, pacchi e pacchetti, possiamo applicare questo principio anche sui regali che riceviamo: quando li scartiamo cerchiamo di non distruggere la carta, ma mantenerla il più intatta possibile, in modo da poterla riutilizzare per impacchettare nuovi regali....

venerdì 7 dicembre 2012

Biscotti alla panna (tipo Macine)

Ingredienti


Farina 00:            500 gr
Fecola di patate:   50 gr
Zucchero:            100 gr
Olio extravergine: 100 gr
Burro:                  100 gr
Uovo:                  1
Panna da cucina:  100 gr
Vanillina:              1 bustina
Lievito per dolci   1 bustina
Sale:                   un pizzico

Servirsi di uno sbattitore e di un mattarello per stendere l'impasto

Procedimento

- Portare tutti gli ingredienti a temperatura ambiente
- Mescolare con lo sbattitore tutti gli ingredienti fino a formare un impasto omogeneo
- Lavorare infine con le mani l'impasto
- Stendere la pasta con il mattarello (circa 1 cm di altezza)
- Con una tazzina da caffe ricavare le forme tonde dei biscotti e praticare un buco al centro
- Infornare a 170°C per 15 minuti

 

Biscotti fatti in casa
Macine fatte in casa

 

Note nutrizionali


La ricetta originale prevede di usare la margarina, alla quale ho sostituito il più salutare olio extravergine di oliva. Suggerisco di fare anche la panna da cucina fatta in casa visto che il procedimento è facilissimo (basta un pò di latte e di olio di semi !

Panna da cucina

Ingredienti


Latte:               50 gr
Olio di semi:    100 gr

E' necessario un minipimer

Procedimento


Mescolare il latte e l'olio con il minipimer fino ad ottenere una panna omogenea e cremosa

domenica 2 dicembre 2012

Biscotti al miele (tipo Rigoli)

Ingredienti 


Farina 00:             500 gr
Zucchero:             180 gr
Olio extravergine:  100 gr
Latte:                    40 gr
Uova:                   1
Miele:                   2 cucchiai
Lievito vanigliato:  1 bustina
Burro:                  quanto basta per imburrare una teglia

Procedimento


- Unire l'olio extravergine e lo zucchero fino ad ottenere una crema omogenea
- Unire via via i vari altri ingredienti aggiungendo per ultimi la farina ed il lievito
- Lavorare a mano la pasta e stendere una sfoglia di circa 3 mm
- Tagliare i biscotti (per farli tipo Rigoli tagliarli rettangolari)
- Imburrare una teglia, adagiarvi i biscotti e farli cuocere a 180°C per 10-15 minuti
- Aspettare che si raffreddino prima di metterli in un sacchetto o una scatola


Note salutari


Andiamo a vedere quali sono gli ingredienti dei biscotti Rigoli del Mulino Bianco: Farina di frumento, zucchero, grasso vegetale non idrogenato, uova, latte scremato in polvere 2,6%, sciroppo di glucosio, miele 1,0%, agenti lievitanti (carbonato acido d'ammonio, carbonato acido di sodio, tartrato monopotassico), amido di frumento, sale, aroma vanillina, aroma naturale agrumi.

Gli ingredienti sembrano, per la maggior parte, sani. Farina, zucchero, uova, miele sono tutti ingredienti naturali. Però, se siamo noi a produrre i biscotti, siamo noi a decidere dove procurarci questi ingredienti scegliendo uova che vengono da galline allevate all'aperto, zucchero, miele e farina biologici e così via. Non sappiamo invece che tipo di scelte fa la Mulino Bianco.
Per quanto riguarda i grassi vegetali non idrogenati, apparentemente potrebbero sembrare preferibili al burro (che è un grasso animale) ma molto frequentemente, nel settore alimentare,vengono impiegati, come grassi vegetali, gli oli di palma che sono tra i possibili responsabili del processo di formazione delle placche aterosclerotiche nel sangue. In realtà, tra gli ingredienti, non viene specificato che tipo di grasso vegetale è stato usato: in teoria potrebbe essere stato usato anche l'olio di oliva (anch'esso grasso vegetale): in genere però, se non diversamente specificato, l'industria alimentare fa uso del più economico olio di palma. Nella ricetta da me proposta oggi invece siamo certi di non mettere tra gli ingredienti nè burro nè olio di palma: a questi preferiamo il sano olio extravergine di oliva !
Infine al posto del latte in polvere usiamo il latte fresco, ed al posto degli agenti lievitanti usiamo il lievito vero e non ci mettiamo alcun aroma additivo perchè i nostri biscotti sono già buonissimi così senza bisogno di altre aggiunte.

Eccoli pronti i nostri delicati frollini con latte e miele che, come da descrizione Barilla "sono i biscotti che salutano ogni dolce risveglio di tutta la famiglia. Buoni da intingere nel latte o nel the, si gustano anche da soli e uno tira l’altro !"
Soprattutto, aggiungo io, se fatti in casa !