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giovedì 27 giugno 2013

Ecosostenibilità è libertà

Vi siete mai chiesti perchè i negozi di elettronica vendono anche i libri?
E per quale motivo presso le casse dei negozi sportivi troviamo le ricariche telefoniche? O i gelati? O i CD musicali?
E' un inganno e lo abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni...eppure ce lo nascondono e ce lo ripresentano in forma così attraente che non ci rendiamo conto di esserne schiavi.
E' la necessità di avere, di possedere i beni e di consumarli in fretta per poterne desiderare di nuovi, facendo sfumare la felicità per quello che abbiamo con il desiderio di ciò che ancora non abbiamo.
Ed allora tutti a riempire i centri commerciali, alla ricerca delle ultime novità, facendoci ispirare nuove fonti di felicità dagli scaffali pieni di oggetti di cui fino a ieri ignoravamo l'esistenza e che oggi diventano il nostro bisogno, il nostro...sogno.
Le tessere fedeltà ci incatenano ai negozi promettendoci, grazie ai punti accumulati, oggetti che spesso dimentichiamo nei cassetti ancora impacchettati. In modo simile gli sconti ci spingono ad acquistare cose che non avevamo messo nella nostra lista dei desideri e, mentre aspettiamo in coda alle casse, siamo attirati da nuovi , magari completamente diversi, stimoli all'acquisto.

schiavitù consumista
Schiavi delle tessere fedeltà

In questa frenesia all'acquisto finisce anche il cibo. I nostri occhi, investiti da tanta ricchezza presente sugli scaffali, non sanno più da che parte guardare. Tutto sembra necessario, tutto diventa desiderio. Dolci, salati, bibite, alimentari. I carrelli si riempiono di prodotti scontati: 20%, 30%, 40% di sconto. Costa la metà ed allora ne prendiamo il doppio. La sensazione è quella di cogliere al volo l'offerta, essere più furbi degli altri, acquistare di più spendendo sempre di meno. Chissà se poi mangeremo veramente tutta quella roba, o se andrà a male prima che se ne abbia il tempo di assaggiarla.

schiavitù consumista
Schiavi delle politiche degli sconti

E' proprio questo che volevano...
Renderci schiavi del commercio. E ci sono riusciti.
Hanno abbattuto i costi spingendoci all'acquisto inutile.
Hanno eliminato la qualità sostituendola con la quantità.
I nostri oggetti durano sempre meno. Si rompono sempre prima e costa più aggiustarli che comprarli nuovi.

Avete mai pensato a come sia cambiato il nostro modo di fare acquisti negli ultimi venti anni? Perchè i centri commerciali si sono quadruplicati? Perchè sono sempre pieni nonostante la crisi? Perchè in una nazione piuttosto tradizionalista come l'Italia (che ha sempre avuto come punto di forza la qualità del proprio artigianato e soprattutto della propria cucina), hanno spopolato Ikea, Leroy Merlin, Mc Donalds ?

Perchè costano meno.

La domanda da porsi credo sia una sola: come hanno fatto ad abbattere i prezzi?


Da quando ho iniziato ad interessarmi all'argomento e da quando ho iniziato a cambiare le mie abitudini puntando ad una vita che sia con il minor impatto ambientale possibile, ho veramente capito quanto sia grande questo inganno.

E' una trappola psicologica, una gabbia mentale: davanti ad un prodotto che costa tanto pensiamo molto bene quanto valga la pena acquistarlo: ci servirà veramente? Che uso ne faremo? Solo dopo un attento e ragionato percorso mentale, se ne è il caso, lo acquisteremo. Ma di fronte ad un prodotto che costa poco il ragionamento è: "beh...per così poco...compriamolo!". Non si pensa più all'interesse reale per quel prodotto. Lo si acquista e basta.

Da quasi un anno ho smesso di fare acquisti al supermercato. La spesa la faccio in un mercato rionale. Ho notato che spendo molto meno: perchè ho meno prodotti sotto gli occhi: compro l'essenziale perchè l'essenziale è quello che viene venduto. Il superfluo è automaticamente eliminato.
Prendo prodotti di qualità. E a tavola la differenza si sente. Sono libero dalla tessera dei punti che mi esorta a tornare sempre nello stesso luogo per fare la mia spesa.
Da qualche mese ho anche iniziato a coltivare verdure sul balcone: insalata, pomodori, carote, aglio, erbe aromatiche. Ho imparato a conoscere la stagionalità dei prodotti, quando non conoscevo neanche l'aspetto delle piante: non avevo mai visto i fiori dei pomodori, non sapevo neanche riconoscere la pianta del pomodoro. Ho capito cosa vuol dire aspettare la maturazione dei frutti ed ho provato un'adolescenziale contentezza nel raccoglierli.

orto sul balcone
Pomodori coltivati sul balcone

Faccio in casa pane, pasta, pizze e focacce e preparo sempre tutto senza acquistare mai prodotti pronti, nè surgelati.
Il sapore dei piatti è conseguentemente migliorato. Ho smesso di mangiare con gli occhi che si accontentavano di verdure di plastica: ora sento i profumi e valuto il gusto.
Ho imparato ad informarmi: adesso so che le uova hanno un numero e che se compro quelle con il numero 0 sto acquistando un prodotto ottenuto da galline libere di  girovagare nell'aia, mentre uova di tipo 1 o 2 provengono da galline chiuse in gabbie a terra o addirittura in batteria.

codici uova
I codici delle uova

Mi chiedo come mai negli ultimi anni siano aumentate malattie come i tumori, allergie, autoimmunità varie in una società che ha fatto dei notevoli progressi in campo medico. E penso a quanto cibo spazzatura viene venduto nei fast food o nei supermercati. Penso ai discount che vendono carni sottocosto e mi chiedo da dove vengono quelle carni e come è possibile che costino anche meno delle verdure...

Informandomi ho conosciuto.
Ho realizzato che siamo vittime di un giogo capitalista che ci vuole sempre più incoscienti acquirenti di prodotti di scarsa qualità.

Conoscendo ha fatto una scelta.

Ho scelto di essere libero.
Ho scelto di liberarmi da queste logiche di mercato. Ho scoperto che esiste un movimento che si chiama "Decrescita felice": promuove un nuovo tipo di economia basata sul bene e non sui beni, un'economia che non si basa più sul PIL, ma su uno stile di vita più ecosostenibile.

Ho capito che l'ecosostenibilità va a braccetto con uno stile di vita più sano e con una migliore qualità della vita stessa. Ci libera dalla schiavitù dell'acquisto e ci fa godere delle persone che abbiamo accanto e dei sentimenti umani.

Quando il sabato pomeriggio lancio un'occhiata al parcheggio dei centri commerciali e li vedo pieni di auto, immagino la ressa al loro interno, le file alle casse, le musiche degli altoparlanti, le offerte, gli sconti, le luci.
Sorrido e continuo a camminare, godendomi il sole, il parco, il verde, il suono degli uccellini, ma soprattutto la compagnia delle persone che mi sono care.

Un pomeriggio al centro commerciale...
...o in montagna?

Io sono libero

domenica 7 aprile 2013

Aglio

Se si piantano i bulbilli di un aglio, dopo un paio di settimane, vedremo spuntare delle foglioline verdi. E' quello che è successo a me dopo aver per l'appunto interrato 3 bulbilli di aglio. 
Ecco allora la scheda per la sua coltivazione.

Vaso: deve essere profondo almeno 25 cm
Nutrimento: non va concimato
Acqua: inizialmente va annaffiato abbondantemente, poi molto poco
Esposizione: al sole
Trapianto: in autunno, o alla fine dell'inverno si scava una fossetta di 5 cm e si inserisce un bulbillo con il germoglio rivolto verso l'alto
Cure: eliminare le erbe infestanti ed i fiori quando si sviluppano
Raccolta: va fatta quando le foglie si seccano estirpando tutta la pianta
Ciclo: annuale

germogli
Aglio
Vedere nascere dal nulla le piantine è un'emozione ! Ora non resta che aspettare che crescano e maturino. Sembra anche che l'aglio (così come la cipolla) rappresenti un ottimo antirepellente naturale.

Ed ecco la piantina di aglio dopo alcune settimane...

Aglio durante la crescita

sabato 2 marzo 2013

Orto sul balcone: da dove iniziare

Buongiorno a tutti !
E' con immenso piacere, un pizzico di paura (come quando si inizia qualsiasi cosa nuova) ed una grande emozione che scrivo oggi il mio primo post di una nuova pagina che viene a nascere su questo blog: Orto sul balcone !
Ebbene si, perchè inizia così un' avventura che spero dia i suoi frutti (letteralmente!), nonostante la totale esperienza sul campo (letteralmente!). Quale migliore momento se non l'arrivo della primavera può spingere una persona a costruire il suo orto sul balcone? Ecco perchè oggi, sabato 2 marzo, con questo profumo di primavera nell'aria, ho deciso di dare il via a questa cosa che volevo fare già da un pò di tempo.

Perchè farsi un piccolo orto sul balcone? Beh, rispondo con le parole di Martino Ragusa, scrittore giornalista ed autore televisivo nonchè presidente nazionale della Compagnia del Cibo Sincero che nel suo libro "Orto e Mangiato" dal quale ho tratto ispirazione per incominciare questa nuova esperienza, scrive: "Non sono io che curo l'orto: è l'orto che cura me. Cura il mio fisico, dandomi cose buone da mangiare, e cura la mia mente, rilassandomi, perchè quando ci si occupa di una pianta, il cervello si svuota di tutto per riempirsi solo di lei. L'orto mi cura e mi coltiva. Il sacrificio del tempo viene restituito, con gli interessi, sotto forma di buona tavola, soddisfazioni, divertimento e benessere psicofisico. Perfino i pochi soldi spesi si rilevano un investimento. La spesa dal fruttivendolo, alla fine dell'anno, si alleggerisce di molto".


Aggiungerei che un orto è fonte di cibo sano, assolutamente controllato (da noi!), a Km 0, e totalmente ecosostenibile. Un piccolo passo dunque verso l'autoproduzione e per essere dunque più sostenibili nei confronti dell'ambiente.

Ho deciso quindi di iniziare e riporterò la mia esperienza sul blog: scriverò i successi e gli insuccessi, come procede insomma questa avventura.
Per ora ho fatto un pò di acquisti: attrezzi da giardinaggio (paletta, forbici da giardino, guanti, zappetta e rastrellino, innaffiatoio con doccia), vasi di terraccotta (di almeno 30 cm di profondità e di diametro), vari tipi di terriccio (universale e specifici per alcune piante), e concime stallatico pellettato (rigorosamente bio perchè se inizio a concimare tanto vale che prendo la frutta al supermercato). Ecco la mia natura morta (per ora) di acquisti effettuati:

orto sul balcone
Terricci, Vasi e Attrezzi per dare inizio ad un orto sul balcone


Procederò, in base al mese di semina o trapianto con l'acquisto delle piantine. Vorrei cominciarecon le cose più semplici, ossia le aromatiche (rosmarino, salvia, basilico), qualche insalatina, fragole, e poi qualcosa di più complesso tipo carote, pomodori e peperoni...vedremo come va...

Per la cronaca l'interessante libro di cui vi parlavo è Orto e Mangiato di Martino Ragusa (sperling & Kupfer). Oltre ai consigli su come creare un proprio orto sul balcone ci sono anche molte ricette per utilizzare al meglio la nostra frutta e verdura autocoltivata.

Martino Ragusa
Orto e mangiato (il libro di Martino Ragusa)